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Inchiesta Passepartout: chiesti 6 rinvii a giudizio

I sostituti procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo Geri Ferrara e Francesca Dessì hanno avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di sei persone coinvolte a vario titolo nell’inchiesta “Passepartout” che, lo scorso novembre, ha portato al fermo di cinque persone a Sciacca accusate di associazione mafiosa e favoreggiamento aggravato. I pubblici […]

Pubblicato 6 anni fa

I sostituti procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo Geri Ferrara e Francesca Dessì hanno avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di sei persone coinvolte a vario titolo nell’inchiesta “Passepartout” che, lo scorso novembre, ha portato al fermo di cinque persone a Sciacca accusate di associazione mafiosa e favoreggiamento aggravato.

I pubblici ministeri chiedono il processo anche per la deputata di Italia Viva Giusi Occhionero, in passato nel gruppo parlamentare di Leu, accusata di falso con l’aggravante di avere agevolato l’associazione mafiosa.

La prima udienza preliminare si celebrerà davanti il gup del Tribunale di Palermo Fabio Pilato il prossimo 9 settembre.

Tra le persone coinvolte anche Antonello Nicosia, ex assistente parlamentare della Occhionero, accusato di mafia. Secondo gli inquirenti della Dda Nicosia avrebbe avuto una doppia faccia: da un lato apprezzato collaboratore,  direttore dell’Osservatorio internazionale dei diritti umani onlus nonché  componente del Comitato nazionale dei Radicali italiani; dall’altro si sarebbe messo a disposizione del clan per veicolare messaggi all’esterno dopo aver visitato (proprio in qualità di collaboratore parlamentare) diversi penitenziari in Sicilia.  Chiesto il processo anche per Accursio Dimino, 61enne di Sciacca. Dimino è tornato in libertà tre anni fa dopo aver scontato una condanna a 9 anni e 4 mesi per mafia inflittagli nel 2008 a seguito dell’operazione “Scacco Matto”. Poi, silenziosamente, era tornato in auge aspettando evidentemente il suo momento. Gli inquirenti lo collocano molto ma molto vicino alla primula rossa di Castelvetrano Matteo Messina Denaro con cui già nel 1996 avviò una fitta rete di pizzini.

Chiesto il processo anche per i fratelli Paolo e Luigi Ciaccio, 33 anni e Massimiliano Mandracchia, 47 anni, accusati di favoreggiamento personale con l’aggravante dell’avere agevolato l’associazione mafiosa. I tre avrebbero messo a disposizione locali di propria proprieta’ e utenze telefoniche per aiutare Nicosia, Dimino e altri associati a eludere le investigazioni e trasmettere messaggi. 

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