L’aeroporto di Agrigento? Nemmeno sulla carta: il piano del Ministero non è ancora pronto
L’aeroporto di Agrigento? C’è ma non si vede, come la nebbia a Milano nel film “Totó, Peppino e la Malafemmena”.
L’aeroporto di Agrigento? C’è ma non si vede, come la nebbia a Milano nel film “Totó, Peppino e la Malafemmena”. Siamo chiari, l‘infrastruttura ci dovrebbe essere almeno sulla carta, perché come noto inserita nel Piano nazionale degli aeroporti così come annunciato qualche giorno fa dal ministro ai Trasporti Matteo Salvini.
Almeno, appunto, se guardiamo agli annunci. Subito dopo il comunicato stampa del “Capitano”, chi firma questo articolo aveva mandato una nota all’ufficio stampa del MIT, chiedendo copia dello stralcio del Piano nella parte che riguardava Agrigento. Quantomeno per leggere come e in che contesto era inserita l’opera pubblica più attesa e polemizzata degli ultimi decenni.
L’ufficio stampa del Ministero, che ringrazio per la collaborazione, non ha mai risposto. Ci siamo quindi attivati con i canali istituzionali meno diretti, chiedendo copia ai deputati agrigentini, ma nessuno di loro è riuscito a mettere le mani sul tanto annunciato documento. Si attendeva quindi l’arrivo nelle commissioni preposte per svelare l’arcano. Più fortunato di noi, (ma ubi maior..) è stato Gioacchino Amato su Repubblica, al quale l’ufficio stampa avrebbe risposto che il piano è in fase di stesura. E quindi l’aeroporto, al momento, non c’è nemmeno sulla carta.
È certo che il tema sarà al centro del comizio agrigentino di Salvini previsto per i prossimi giorni, con in più un risvolto politico locale gustoso. L’ex Guardasigilli e il principale sponsor locale dell’aeroporto, Lillo Pisano, sostengono candidati sindaco diversi: il primo, Luigi Gentile, il secondo Dino Alonge. Un aeroporto per due, per tre ma anche per quattro: che tanto, per citare il film di Totó di cui avevamo già parlato in apertura, “Abbundandis abbundandum”.

