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L’alleanza tra i clan di Villaseta e Porto Empedocle, chiesti 17 rinvii a giudizio 

L’inchiesta fece luce anche su due attentati a colpi di kalašnikov avvenuti ai danni di un negozio di frutta ad Agrigento e di un panificio a Porto Empedocle

Pubblicato 38 minuti fa

La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha avanzato la richiesta di rinvio  a giudizio nei confronti di 17 persone coinvolte – a vario titolo – nell’ultimo blitz dei carabinieri contro le cosche di Villaseta e Porto Empedocle e su un vasto traffico di stupefacenti. La vicenda è legata al blitz scattato cinque mesi fa quando i militari dell’Arma fermarono 14 persone. La prima udienza preliminare è stata fissata il 24 febbraio davanti il gup di Palermo, Nicoletta Frasca.

A rischiare il processo sono: James Burgio, 33 anni, di Porto Empedocle; Pietro Capraro, 40 anni, di Agrigento; Salvatore Carlino, 35 anni, di Canicattì; Antonio Crapa, 54 anni, di Favara; Stefano Fragapane, 33 anni, di Agrigento; Vincenzo Iacono, 48 anni, di Porto Empedocle; Gaetano Licata, 42 anni, di Agrigento; Salvatore Lombardo, 37 anni, di Favara; Agostino Marrali, 29 anni, di Porto Empedocle; Salvatore Prestia, 45 anni, di Porto Empedocle; Simone Sciortino, 23 anni, di Agrigento; Calogero Segretario, 30 anni, di Agrigento; Cristian Terrana, 32 anni, di Agrigento; Alessandro Trupia, 37 anni, di Agrigento; Andrea Sottile, 27 anni, di Agrigento; Antonio Guida,19 anni, di Agrigento; Danilo Barbaro, 40 anni, di Agrigento. Le accuse sono associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, detenzione illegale di armi. L’inchiesta fece luce anche su due attentati a colpi di kalašnikov avvenuti ai danni di un negozio di frutta ad Agrigento (15 dicembre 2024) e di un panificio a Porto Empedocle (18 giugno 2025). L’inchiesta ipotizza l’esistenza di due gruppi – uno a Villaseta e uno a Porto Empedocle – in grado di dettare le regole nel traffico di stupefacenti.

Ai vertici dei due clan – e per questo è contestata l’aggravante di essere promotori – ci sarebbero stati Pietro Capraro e Gaetano Licata, sul versante di Villaseta, e James Burgio e Salvatore Prestia per gli empedoclini. L’inchiesta – che si colloca nel tempo alla fine del 2024 – fotografa prima le tensioni tra i clan di Villaseta e Porto Empedocle e, in seguito, una pace raggiunta con la costituzione di un vero e proprio cartello. L’accordo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, prevedeva la spartizione delle piazze di spaccio (Agrigento e Porto Empedocle) con lo stupefacente acquistato dalle due consorterie a seconda del territorio di competenza. Nel collegio difensivo gli avvocati Salvatore Cusumano, Salvatore Pennica, Carmelita Danile, Giuseppe Barba, Calogero Vetro, Amanta Carlino, Davide Casà, Rosario Fiore, Giuseppe Caltanissetta, Salvatore Butera, Giacomo Cortese.

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