L’olio “taroccato” a Palma di Montechiaro, indagati padre e figlio: sigilli a magazzino
Ancora ipotesi di frode in commercio nella vendita dell’olio a Palma di Montechiaro, denunciati padre e figlio. Sequestrato anche un magazzino
Ci sono altri due indagati a Palma di Montechiaro per l’ipotesi di frode in commercio in concorso legato alla vendita dell’olio che, secondo l’accusa, sarebbe stato miscelato e poi spacciato per extravergine di oliva. Si tratta di padre e figlio – 63 e 28 anni – denunciati a piede libero dai carabinieri.
I militari dell’Arma hanno anche apposto i sigilli ad un magazzino, ritenuto il luogo in cui l’olio veniva contraffatto e poi imbottigliato. L’ispezione è avvenuta negli scorsi giorni. I carabinieri sono entrati nel casolare dove hanno rinvenuto cisterne e bottiglie di grandi dimensioni, alcune delle quali ancora sigillate, utilizzate verosimilmente per l’olio da vendere.
La vicenda, secondo quanto ricostruito, non è direttamente legata alla maxi inchiesta con 24 indagati della procura di Agrigento che, negli scorsi giorni, ha disposto perquisizioni a tappeto e sequestri di denaro per quasi mezzo milione di euro. Certamente, però, i carabinieri hanno intensificato i controlli nel campo della vendita dell’olio di oliva e, come nell’ultimo caso, scoperto presunti illeciti.





