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Mafia, fatta luce su omicidio del 2009: due fermati (video)

Carabinieri e Polizia di Stato hanno fatto luce sull’omicidio di Salvatore Lombardo, ucciso il 21 maggio 2009 con alcuni colpi di fucile calibro l2, mentre si trovava presso il bar Smart Caffè di Partanna, nel trapanese. In manette, in stato di fermo, sono finiti Nicolò Nicolosi, 44 anni, di Calatafimi e Attilio Fogazza, 44 anni, […]

Pubblicato 10 anni fa

Carabinieri e Polizia di Stato hanno fatto luce sull’omicidio di Salvatore Lombardo, ucciso il 21 maggio 2009 con alcuni colpi di fucile calibro l2, mentre si trovava presso il bar Smart Caffè di Partanna, nel trapanese. In manette, in stato di fermo, sono finiti Nicolò Nicolosi, 44 anni, di Calatafimi e Attilio Fogazza, 44 anni, di Salemi. Entrambi devono rispondere di omicidio, aggravato dal metodo mafioso. Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto, Maria Teresa Principato, e dai Pm Carlo Marzella e Francesco Grassi, della Direzione distrettuale antimafia di Palermo.

L’arresto è stato eseguito dagli agenti delle Squadre mobili di Palermo e Trapani e dai militari del Roni del Comando provinciale dei Carabinieri di Trapani, impegnati nell’ambito della ricerca del boss latitante Matteo Messina Denaro. Gli investigatori hanno scoperto che la vittima sarebbe stata punita per uno sgarro alla famiglia mafiosa. Salvatore Lombardo, infatti, era sospettato di essere l’autore del furto di un camion di merce ai danni del supermercato Despar di Partanna, gestito di fatto da Giovanni Domenico Scimonelli. La sua uccisione avrebbe rappresentato, in sostanza, la criminale punizione per l’ipotizzato “irrispettoso” atto.

https://youtu.be/Fk67PiBxCkE

Scimonelli, lo scorso 3 agosto, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita nell’ambito dell’ operazione “Ermes”, per avere fatto parte della famiglia mafiosa di Partanna e posto in essere condotte dirette sia a curare la latitanza del capo della provincia mafiosa di Trapani, il boss Matteo Messina Denaro, sia a consentire al latitante e al reggente del mandamento mafioso di Mazara del Vallo, Vito Gondola, l’esercizio delle rispettive funzioni apicali.

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