Mafia, uccisero un imprenditore di Licata: ergastolo definitivo per boss e killer
I giudici della Corte di Cassazione hanno l’ergastolo per il capomafia di Riesi, Francesco Cammarata, e per Gaetano Cammarata, anche lui riesino, entrambi condannati in primo grado e secondo grado perchè ritenuti colpevoli dell’uccisione dell’imprenditore edile di Licata, Francesco Ritrovato, assassinato a colpi di pistola nel giugno del 2004. Definitiva anche la condanna a 14 […]
I giudici della Corte di Cassazione hanno l’ergastolo per il capomafia di Riesi, Francesco Cammarata, e per Gaetano Cammarata, anche lui riesino, entrambi condannati in primo grado e secondo grado perchè ritenuti colpevoli dell’uccisione dell’imprenditore edile di Licata, Francesco Ritrovato, assassinato a colpi di pistola nel giugno del 2004.
Definitiva anche la condanna a 14 anni di reclusione nei confronti del collaboratore di giustizia Giuseppe Toscano, anche lui di Riesi, che non ha impugnato il provvedimento e che era stato accusato di aver partecipato alle fasi preparatorio dell’agguato.
Ritrovato fu ucciso in contrada Desusino, in territorio di Butera, all’età di 55 anni, con diversi colpi di arma da fuoco. I familiari della vittima si costiuirono parte civile al processo. Secondo quanto ricostruito, l’imprenditore sarebbe stato assassinato perché il clan si sentì tradito dal suo comportamento. Secondo Cosa nostra, sarebbe stato proprio Ritrovato a permettere agli inquirenti l’arresto del boss Vincenzo Cammarata, avvenuto nel 1998. La vittima avrebbe accettato di fare da vivandiere a Cammarata, ma avrebbe mostrato anche una certa riluttanza nell’accettare l’incarico.
Al termine delle indagini della Dia, finirono in manette per la vicenda quattro persone.





