Pistola e munizioni per compiere omicidio? Condanna definitiva per Adorno
Nel garage i carabinieri trovarono un kit che, secondo gli investigatori, sarebbe servito a compiere un delitto per vendetta. L’uomo aveva patteggiato per detenzione di armi e ricettazione
Diventa definitiva la condanna a tre anni di reclusione nei confronti di Luca Adorno, empedoclino di 38 anni, accusato di detenzione illegale di armi e ricettazione. L’uomo, fratello di Giuseppe, ragazzo ucciso nell’estate 2009, aveva patteggiato la pena nell’ottobre scorso. La Cassazione, adesso, ha confermato definitivamente tale accordo.
La vicenda è legata all’arresto dell’empedoclino avvenuto nel maggio scorso. I carabinieri eseguono una perquisizione a casa di Adorno. Nel garage gli trovano il kit completo per compiere il delitto: una pistola con matricola abrasa, undici proiettili, una maschera di Salvador Dalì in stile “Casa di carta”, scarpe da ginnastica, tuta, occhiali, guanti e una targa rubata da applicare ad un’altra moto. Quell’arresto oggi viene riletto in un’altra ottica anche grazie ad un’attività di intercettazione invasiva nei confronti degli indagati.
Secondo l’ipotesi di inquirenti e investigatori, infatti, Adorno avrebbe ideato una vendetta nei confronti di Giuseppe De Rubeis, l’uomo condannato per l’omicidio del fratello. L’inchiesta si lega alla più recente attività investigativa che ha portato all’arresto di Giuseppe Grassonelli, accusato di aver intimidito e minacciato l’uomo a cui era stato affidato il compito di compiere l’omicidio del “tubista”. Il killer mancato si spaventa, denuncia tutto e racconta tutto indicando anche i presunti mandanti.




