Ragazza trovata impiccata a casa, fidanzato indagato per omicidio
La famiglia di Noemi non crede nel suicidio e parla di messinscena. Il fidanzato, che per primo ha scoperto il suo corpo senza vita, e' indagato per omicidio
Il fidanzato di Noemi Impellizzeri, la donna 33enne trovata impiccata tre giorni fa a Riposto, nel Catanese, che per primo ha scoperto il suo corpo senza vita, e’ indagato per omicidio “come atto dovuto”. Lo riporta “La Sicilia”, che ha appreso la notizia dall’avvocato dell’uomo, Ivan Siragusa. Il quotidiano riporta anche alcune dichiarazioni dell’uomo, che ripercorre i passaggi di quella che definisce una tragedia annunciata, respingendo ogni responsabilita’. Secondo la sua versione, i segnali della tragedia si sarebbero manifestati gia’ nella notte di venerdi’, intorno alle 4,30 del mattino, quando Noemi lo avrebbe contattato dopo un litigio. In una videochiamata, la donna – come riferito a “La Sicilia” gli avrebbe preannunciato l’intenzione di farla finita, mostrandogli persino la corda con cui avrebbe compiuto il gesto e spiegando di avere cercato su YouTube un tutorial su come fare il nodo per impiccarsi. La famiglia di Noemi, pero’, non crede nel suicidio e parla di messinscena. Il fidanzato sostiene che i tentativi di mettersi in contatto con Noemi sono proseguiti per tutta la giornata di sabato “tramite telefonate e messaggi, rimasti senza alcuna risposta”.
“Preoccupato dal silenzio, intorno alle due di notte tra sabato e domenica, – dice l’uomo – ho deciso di recarmi personalmente nell’abitazione di via Circumvallazione. Trovata la porta d’ingresso semiaperta a causa di un guasto alla serratura, sono entrato e ho raggiunto la cucina, trovandomi davanti alla drammatica scena: il corpo di Noemi che penzolava da una corda legata a un tubo”. L’uomo ha confessato di essere scappato via di corsa senza allertare i soccorritori ne’ le forze dell’ordine, in preda al panico. “Erano circa le tre del mattino di domenica e – afferma – in quel momento in casa non c’era alcuna traccia di incendio ne’ odori sospetti. Prima di allontanarmi, per lunghi minuti ho tentato di contattare i familiari di Noemi. Poi sul lungomare di Riposto ho persino incrociato il fratello per strada. Ma, nonostante gli avessi urlato, non si e’ fermato”. Solo all’alba di domenica e’ giunta la telefonata della madre di Noemi che lo informava del fatto che la casa stesse bruciando. “Io non ho nulla da nascondere – dichiara l’uomo-. Si e’ trattato di un suicidio, ci sono i messaggi di Noemi sul mio cellulare che lo confermano”.




