“Violenza sessuale per un recupero crediti”, chieste condanne per boss e commerciante
Secondo l’accusa il commerciante si sarebbe rivolto al boss per recuperare un credito da un uomo che lo aveva truffato con un assegno falso
Due anni in piu’ per il boss Antonio Massimino, 57 anni, e nove anni per il commerciante di auto Salvatore Ganci, 52 anni. Sono le richieste del sostituto procuratore generale Giuseppina Motisi nel processo d’appello bis dell’inchiesta “Kerkent” che ha ricostruito una rappresaglia: una donna sequestrata e palpeggiata per punire il marito accusato di avere truffato un affiliato con un assegno falso. Secondo l’accusa, Ganci si sarebbe rivolto al boss di Villaseta per vendicarsi.
Massimino, con un affiliato (che è stato assolto nel processo ordinario), avrebbe sequestrato e palpeggiato la moglie del truffatore. I due anni richiesti per il boss si aggiungerebbero ai 20 già definitivi per associazione mafiosa e traffico di droga. Per Luca Siracusa, 50 anni, coinvolto nel traffico di cocaina e ritenuto estraneo ai presunti abusi, la procura ha chiesto la conferma degli 8 anni annullati con rinvio dalla Cassazione. Il processo si celebra davanti alla seconda sezione della corte d’appello di Palermo. La difesa, rappresentata dagli avvocati Salvatore Pennica, Annalisa Russello e Giuseppina Ganci, discutera’ il 19 giugno.

