Caltanissetta

Niscemi, la frana continua ad avanzare: sopralluogo di Schifani con Ciciliano e Cocina

Sono decine le case rese inagibili, ed è stata creata una zona rossa che arriva a 150 metri dall'inizio della "nicchia di distacco", cioè dalla zona asfaltata non crollata.

Pubblicato 2 ore fa

Vertice in corso al Centro operativo comunale di Niscemi sulla frana che sta interessando la cittadina nissena. Alla riunione partecipano, tra gli altri, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e il capo del dipartimento nazionale di Protezione civile, Fabio Ciciliano, che poco prima di giungere a Niscemi hanno sorvolato la zona della frana.

Chi perderà la propria casa non resterà senza un’abitazione: sarà sicuramente salvaguardato”. Così il governatore siciliano, Renato Schifani, lasciando il Centro operativo comunale di Niscemi, dove ha partecipato ad una riunione sulla frana che sta interessando la cittadina del Nisseno. All’incontro sono presenti anche il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina, la prefetta di Caltanissetta Donatella Licia Messina, l’assessora regionale alla Salute Daniela Faraoni, il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, il soggetto attuatore della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico Sergio Tumminello e il segretario generale dell’Autorità di bacino Leonardo Santoro

 “La frana è pienamente attiva e la situazione è critica”. Lo ha detto il capo del dipartimento della protezione civile nazionale Fabio Ciciliano. “Io stesso ho verificato e accertato con il mio telefono durante un sopralluogo – ha aggiunto – Ci sono abitazioni che non potranno essere più recuperate e bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi ci viveva”.

Aumenta il numero degli sfollati, che fino a pochi giorni fa vivevano in quella che è diventata “zona rossa” dove è franato il costone mettendo a rischio crollo decine di abitazioni e palazzine oltre ad avere interrotto le strade provinciali 10 e 12. L’unica strada di collegamento col comune è la provinciale 11. Le persone che hanno dovuto lasciare la propria abitazione sono ora più di 1.500. Anche questa mattina, molte persone sono in fila davanti all’ufficio organizzato in Comune, per la registrazione nell’elenco di chi ha lasciato al casa.

LE DICHIARAZIONI DEL PRIMO CITTADINO, MASSIMILIANO CONTI.

“Stiamo vivendo una fase delicatissima e drammatica della vita della nostra comunità, una tragedia che ci ha segnati e che ci segnerà nei prossimi mesi e, credo, anche nei prossimi anni”. Così il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, in una diretta Facebook nella tarda serata di ieri. “Il fronte di frana si è ampliato, si è creato un canyon con una parete alta 50 metri – ha raccontato -. Per questo motivo è stato necessario emettere un’ulteriore ordinanza che contiene un nuovo perimetro della zona rossa, che si attesta a 150 metri dalla linea di frana. Si tratta di una misura temporanea, precauzionale e di sicurezza: dobbiamo capire l’andamento della frana”. Conti ha poi rivolto un appello ai propri concittadini affinché mantengano la calma: “La situazione è continuamente monitorata grazie al sistema di protezione civile. Siamo chiamati ad una dura prova, ma stiamo lavorando incessantemente. Dobbiamo gestire questo momento tutti insieme”. 

PAROLA AGLI SFOLLATI: “FORSE TUTTO QUESTO SI POTEVA EVITARE, C’E’ AMAREZZA”

Vivo da sempre in via Buonarroti, a poca distanza dal fronte della frana, da oltre cinquant’anni. Sono un invalido al 100% – dice Giovanni Lo Monaco mi dicono che la mia casa è in una zona a rischio. Fortunatamente, ho familiari che mi ospitano ma non può andare avanti per sempre. Ho una compagna che mi supporta ma le mie condizioni non mi permettono troppi sforzi. La casa è il frutto di anni di sacrifici. La zona dove vivo è una delle più frequentate e belle della città e ora cosa ne sarà?”. Massimo Battaglia è a sua volta davanti al Comune, tra gli sfollati. “Anche io e la mia famiglia viviamo nella zona rossa, in largo Canalicchio – dice – ora, non sappiamo cosa fare. Siamo ospiti da amici ma si tratta solo di pochi giorni. La casa è stata costruita con i sacrifici dei nostri padri e nostri, che abbiamo sempre lavorato nelle campagne. Ogni centesimo è stato dedicato alla casa. Perché dopo la frana del 1997 non si è fatto qualcosa di più sul piano della prevenzione? Forse, tutto questo si poteva evitare. C’è tanta amarezza”. Salvatore Gentile, invece, è in fila per la nonna, Maria Caruso. “Lei viveva a Sante Croci ma non può più stare lì – dice – la stiamo ospitando e le stiamo vicini. È una donna che per tutta la vita ha vissuto in quella casa. È un grande dolore”

LA NOTA DEGLI GEOLOGI

Stiamo seguendo con molta attenzione la frana, di notevole estensione, che sta interessando il territorio di Niscemi. Il dissesto, riattivato circa 10 giorni fa, secondo quanto si sta rilevando, riguarda la sostanziale evoluzione di quello che nell’anno 1997 causò ingenti danni. La fragilità del territorio presenta ancora una volta il proprio conto e lo fa in maniera molto salata visto il grande numero di persone che hanno dovuto, precauzionalmente, lasciare le proprie abitazioni. Le strutture di protezione civile stanno eseguendo le verifiche necessarie ad assicurare, prima di ogni cosa, la salvaguardia della popolazione“. Lo ha dichiarato il geologo siciliano Michele Orifici, Vice Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale. “Il recente ciclone Harry e la frequenza con cui eventi meteo sempre più potenti si abbattono nell’area del Mediterraneo, ci impongono di guardare al futuro in maniera molto più attenta; occorrono azioni strategiche di adattamento al cambiamento climatico molto rapide con priorità a quei territori che, per le proprie caratteristiche geologiche, sono storicamente esposti al dissesto e al rischio idrogeologico. La ”resilienza” al clima che cambia, oggi passa dal ruolo che ognuno, popolazione, tecnici, istituzioni, può e deve avere”.

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