Catania

Rifiuti bruciati e interrati, sequestrato acquapark Etnaland: due indagati

Sono indagati l'imprenditore Francesco Andrea Russello e la società Etnaland srl in qualità di persona giuridica.

Pubblicato 2 mesi fa



Il parco acquatico Etnaland a Belpasso, nel Catanese, è stato posto sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta per gravi violazioni di natura ambientale.
I particolari dell’attività d’indagine, coordinata dalla Procura di Catania e conclusa ieri, sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso la Procura di Catania alla presenza del procuratore capo, Francesco Curcio, e del direttore marittimo della Sicilia orientale, contrammiraglio Raffaele Macauda.

Un’inchiesta della procura catanese ha scoperto che i rifiuti prodotti dal parco acquatico Etnaland, a Belpasso (Catania), uno dei più grandi della Sicilia, meta di decine di migliaia di persone l’anno, venivano dati alle fiamme in un terreno contiguo alla struttura e poi sotterrati. L’indagine era cominciata nel 2022 e nel corso dell’inchiesta i pm hanno chiesto al gip il sequestro preventivo di tutto il parco acquatico e l’hanno ottenuto. Nel procedimento penale sono indagati l’imprenditore Francesco Andrea Russello e la società Etnaland srl in qualità di persona giuridica. I reati contestati sono l’attività di gestione di rifiuti – anche speciali – non autorizzata, la combustione illecita di rifiuti, l’attività organizzata per il traffico di illecito di rifiuti e l’inquinamento ambientale. Il terreno dove venivano bruciati i rifiuti è di tipo seminativo e secondo le indagini il parco non risulta “dotato né di adeguati impianti di depurazione né di alcun titolo autorizzativo a livello ambientale: la società risultava in possesso di una semplice autorizzazione allo scarico (rilasciata dal Comune di Belpasso e scaduta nel 2019)”. Il gip, accogliendo la richiesta della Procura, ha ordinato il sequestro preventivo di tutta la struttura “Etnaland” impartendo “stringenti prescrizioni all’impresa al fine di ottemperare alle gravi carenze ambientali riscontrate. Il gip ha delegato i controlli gli agenti di polizia giudiziaria della Capitaneria di porto – Guardia costiera di Catania. La missione di telerilevamento ambientale nell’inchiesta è stata effettuata da un elicottero della base aeromobili Guardia Costiera di Catania – dice il capitano di vascello Roberto D’Arrigo – nell’ambito dei consueti controlli e monitoraggi a tutela dell’ambiente marino e costiero, per i quali il Corpo delle Capitanerie di porto opera alle dipendenze funzionali del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica”.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N.9 – Widget
Grandangolo Settimanale N. 12/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
Grandangolo Settimanale N. 9 - pagina 1
Pagina 1 di 21
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner omnia congress
banner italpress istituzionale banner italpress tv