Agrigento

Agrigento: sempre più difficile la dialettica interna del Consiglio comunale

Stamane giornata di pioggia su Agrigento e piove anche sul bagnato del Consiglio comunale della nostra città. Lo dimostrano due conferenze stampa convocate  quasi contemporaneamente dalle consigliere Nuccia Palermo e Marcella Carlisi (quest’ultima del Movimento 5Stelle) e  al bar di Porta di Ponte da “Noi con Salvini”, battitori liberi due ex consiglieri comunali, Giuseppe Di […]

Pubblicato 9 anni fa
Gli ex consiglieri Di Rosa e Mallia  durante la conferenza stampa

Gli ex consiglieri Di Rosa e Mallia durante la conferenza stampa

Stamane giornata di pioggia su Agrigento e piove anche sul bagnato del Consiglio comunale della nostra città.

Lo dimostrano due conferenze stampa convocate  quasi contemporaneamente dalle consigliere Nuccia Palermo e Marcella Carlisi (quest’ultima del Movimento 5Stelle) e  al bar di Porta di Ponte da “Noi con Salvini”, battitori liberi due ex consiglieri comunali, Giuseppe Di Rosa e Michele Mallia.

Per Nuccia Palermo e Carlisi dei 5Stelle, l’oggetto del contendere è la proposta  di ridurre   i tempi di intervento in Consiglio comunale. Proposta firmata anche da un’altra consigliera 5Stelle, Rita Monella.

“Il perché bisognerebbe chiederlo ai membri della commissione e non è la prima volta che hanno questo atteggiamento di censura nei confronti prima dei cittadini e ora dei consiglieri. Sicuramente c’è la preoccupazione  di voler zittire il  consiglio e nello specifico l’opposizione. Io vorrei capire perché qui non si parla di ridurre i costi del consiglio comunale ma di ridurre il dibattito, di romperlo ai minimi termini. Cosa che è grave. Abbiamo un quadro complessivo che è pericoloso. Noi partiamo, tanto per capirci,  da un assessore che ci chiude il telefono in faccia e ci dice che non ha nulla da riferirci e non riesce quindi a dare la giusta importanza al ruolo del consigliere di opposizione.  Una commissione , mi dispiace sottolinearlo che quel giorno in cui ha deciso di iniziare la procedura per tagliare i minuti degli interventi dei consiglieri, fossero presenti Rita Monella del Movimento 5Stelle che ad oggi dovrebbe essere opposizione e in questo verbale non risulta nessuna, diciamo,  contrapposizione alla proposta formulata dalla consigliera Bruccoleri.  Mi dovrebbero spiegare se a sbagliare sono stata io oppure loro stanno giocando le carte in maniera errata”.

La consigliera Nuccia Palermo in conferenza stampa

La consigliera Nuccia Palermo in conferenza stampa

Oltre a questo  mi pare che spesso i consiglieri hanno lamentato la difficoltà di accedere ai documenti.

“Questo è stato anche denunciato formalmente e va a delineare un quadro che è allarmante per la città soprattutto. Siamo consiglieri di opposizione che hanno portato migliaia di voti, oltre a me, per esempio  Iacolino, Gibilaro che hanno un seguito elettorale non indifferente. Dovrebbero spiegarci quale è la motivazione e che cosa spinge questa amministrazione e questa maggioranza a volere silenziare il consiglio comunale. Come opposizione non accettiamo questo andazzo e siamo pronti ad occupare l’Aula Sollano con una manifestazione  intesa a bloccare questo percorso che riteniamo deleterio per la città”.

Che la questione legata al servizio rifiuti ad Agrigento fosse una situazione assai spinosa, già si sapeva. Ciò che potrebbe apparire nuovo (ma non lo è) è che è stata costruita e artefatta.

“Per spiegare meglio il concetto – precisa Giuseppe Di Rosa di “Noi con Salvini” – bisogna prendere in prestito una vecchia espressione siciliana del “fu” sindaco Marco Zambuto ovvero “u tavulinu”. Eh sì, perché ci viene da pensare che tutto sia stato ideato e scritto attorno ad un tavolo del potere, al quale possono accedere soltanto i potenti della Città ovvero chi ha interessi e soldi. Bisogna risalire al 9 febbraio del 2015 quando il vecchio Consiglio Comunale è stato costretto a dimettersi per la nota vicenda “gettonopoli”. Vi siete mai chiesti il perché? Oggi abbiamo la risposta: quel Consiglio per ben due volte aveva bloccato un appalto sui rifiuti che avrebbe portato ad una successiva assegnazione da 105 milioni di euro, questo perché le criticità erano enormi al punto che in una seduta del Consiglio Comunale qualche consigliere di allora aveva dichiarato che nei bandi “c’era scritto il colore degli occhi di chi lo doveva vincere”, ma nessuno ha invocato lo scandalo”.

Oggi invece bisogna indicare chi per questa situazione?

“Licenziamenti dei netturbini, la differenziata che non esiste, un servizio carente, ecc. ecc., l’unico responsabile di tutto ciò ha un nome, il sindaco Calogero Firetto, e si, perché quel bando doveva essere fatto dall’Urega per come è scritto nella legge regionale, in quanto il commissario Giammanco agli inizia del 2015 aveva costituito
l’Aro, invece il Comune cosa si inventa? Allora fa il bando dicendo che la gara sarebbe stata gestita dall’Urega, ma qualche mese prima dell’espletamento cosa accade? L’avocazione della gestione della stessa gara presso gli uffici del Comune di Agrigento, quegli stessi uffici che per come detto dallo stesso Funzionario e Tpo del servizio ecologia. Sono carenti di personale e mancano delle specializzazioni
necessarie che si sono perse nel tempo”, allora come si fa a gestire una gara da circa 16 milioni di euro in questa maniera?”.

Insomma il solito ginepraio, ma adesso verso che soluzioni andiamo?

“Il sindaco dopo avere ricevuto le segnalazioni sulla, illegittimità procedurale dell’espletamento dell’appalto (conferenza stampa Di Rosa del 28 Maggio 2015), cosa fa? Il 1 Ottobre 2015 firma il contratto di appalto, tanto a suo modo di vedere il bando non lo ha fatto lui, perché lo ha trovato bello impacchettato e pronto, ma il sindaco dimentica che la sua complicità sta nel fatto che lui ci ha messo la firma il 1 Ottobre 2015. Oggi non dobbiamo piangere il fallimento del Comune cercando di scaricare la responsabilità sui lavoratori, perché se ci fosse stata la differenziata a quest’ora ci sarebbero state nuove assunzioni perché i lavoratori risulterebbero addirittura pochi. Il vero business è sui mezzi, autocompattatori in primis, poiché il Comune ha pagato quote di ammortamento mezzi non dovute visto che i mezzi si ammortizzano in 5 anni, ma è dal 2007 che il servizio è stato esternalizzato. Non solo, ma dovremmo porgerci un’ulteriore domanda: i 1400 cassonetti di proprietà del Comune di Agrigento, qualcuno sa che fine hanno fatto? Per cercare di dare risposte a tutti questi interrogativi, in data 5 dicembre è stato inviato un esposto/denuncia alla Procura di Agrigento ed all’Anac nazionale. Noi con Salvini ci stiamo provando”.

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