Cronaca

Giornalisti, Lorusso (Fnsi): “Garantire scorta mediatica a cronisti intimiditi”

“Garantire sempre di più la ‘scorta mediatica’ ai giornalisti minacciati. Non sono soli. Non vanno lasciati soli e, anzi, vanno approfondite le inchieste che hanno scatenato la reazione della criminalità”. Lo ha detto il segretario nazionale della Fnsi, Raffaele Lorusso, che stamane, a Palermo, ha concluso i lavori del convegno sul tema ‘Giornalisti minacciati e […]

Pubblicato 8 anni fa

Garantire sempre di più la ‘scorta mediatica’ ai giornalisti minacciati. Non sono soli. Non vanno lasciati soli e, anzi, vanno approfondite le inchieste che hanno scatenato la reazione della criminalità”.

Lo ha detto il segretario nazionale della Fnsi, Raffaele Lorusso, che stamane, a Palermo, ha concluso i lavori del convegno sul tema ‘Giornalisti minacciati e libertà di stampa’.

L’evento, moderato dal vice-presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, è stato promosso dall’Unione cronisti, in collaborazione con Assostampa siciliana e Odg di Sicilia.

“La Fnsi – ha proseguito Lorusso – segue con attenzione le vicende relative ai cronisti sottoposti a minaccia. Un fenomeno, purtroppo, non più riconducibile alle regioni meridionali della Penisola”. “Oggi vi sono situazioni delicate anche in Lombardia, in Lazio, in Emilia – ha spiegato – Occorre ribadire anche qui che è necessario l’intervento risolutivo sulle cosiddette ‘querele temerarie’. Noi abbiamo consegnato da tempo le proposte agli organi competenti ma all’orizzonte non si vede ancora l’intervento finale, quello risolutivo appunto”.

All’evento avrebbe dovuto partecipare il presidente nazionale dell’Unci, Alessandro Galimberti, rimasto bloccato a Milano dopo che il volo per Palermo è stato cancellato a causa dello sciopero. “Da anni l’Unci – ha detto in un messaggio – oltre a far emergere dall’isolamento e dalla solitudine i colleghi minacciati anche nella più lontana periferia, denuncia il lassismo delle classi dirigenti sull’escalation di violenza e di sopraffazione del diritto di cronaca e sui colleghi che ne sono portatori. Nonostante i ripetuti interventi del legislatore sui codici e sulla legge penale, anche negli ultimi tempi, nulla è stato fatto per rendere davvero deterrente la reazione dello Stato di fronte alle minacce ai cronisti”.

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