Sparano e rapinano bar a Licata ma il proprietario non denuncia: arrestato 33enne

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Sparano e rapinano bar a Licata ma il proprietario non denuncia: arrestato 33enne

di Redazione
Pubblicato il Ott 10, 2019
Sparano e rapinano bar a Licata ma il proprietario non denuncia: arrestato 33enne

Di Giuseppe Castaldo e Irene Milisenda

Sono bastate circa tre ore agli agenti del Commissariato di Licata, guidati dal dirigente Sergio Carrubba, per individuare e arrestare uno degli autori di una rapina messa a segno domenica sera poco dopo il posticipo tra Inter-Juventus in un bar del grosso paese agrigentino.

La vicenda risale a domenica sera intorno alle 23 quando Angelo Antona, insieme sicuramente ad almeno un’altra persona, armato di una pistola detenuta illegalmente ha fatto irruzione nell’esercizio commerciale arraffando soldi dalla cassa, circa 400 euro, e una macchinetta scambia-monete con all’interno 850 euro.

I poliziotti, in poco tempo, hanno individuato il possibile autore e sono andati a bussare direttamente a casa di Angelo Antona, già noto agli uffici dell’anticrimine licatese: gli agenti lo hanno beccato con un martello in mano mentre stava tentando di aprire la macchina con all’interno il denaro. Da qui la quasi flagranza dell’arresto. Blitz che, come ha denunciato con rammarico il commissario capo a margine della conferenza stampa, è stato reso possibile solamente grazie ad una conoscenza profonda del territorio e delle dinamiche che intercorrono.

Lascia alquanto perplessi il comportamento del titolare del bar vittima della rapina: quando i poliziotti sono giunti sul posto hanno trovato la saracinesca già abbassata, come se nulla fosse successo. Il proprietario, forse per paura o per ritorsione, non ha denunciato alcun crimine: “Noi ci siamo sempre e continuiamo a lavorare – ha detto Sergio Carrubba in conferenza stampa – ma ci aspettiamo una collaborazione attiva da parte dei cittadini e in questo caso, purtroppo, non è avvenuta”. Proseguono le indagini sulla pistola rinvenuta e sequestrata ad Antona, a cui viene contestato anche il reato di porto abusivo di arma da fuoco, e su eventuali ma sempre più sicuri complici.

Il cerchio si sta stringendo. 


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