Cultura

“Dal dolore alla luce, Angelo Sferrazza commuove ‘La Porta Magica’ con una testimonianza intensa”

Ospite in studio l’attore siciliano Angelo Maria Sferrazza, che ha dato voce a una testimonianza intensa e autentica

Pubblicato 2 giorni fa

Ci sono storie che non si limitano a essere raccontate, ma attraversano chi le ascolta, lasciando un segno profondo e duraturo. È quanto accaduto ieri, su Rai 2, durante la puntata de La Porta Magica, condotta da Andrea Delogu.

Ospite in studio l’attore siciliano Angelo Maria Sferrazza, che ha dato voce a una testimonianza intensa e autentica. Fin dall’inizio ha spiegato di voler offrire il proprio messaggio a chi vive un momento di sofferenza, trasformando il dolore in speranza. Da quel momento, il racconto ha preso forma con una forza disarmante, ripercorrendo il dramma che ha segnato la sua vita. La perdita dell’amico Saverio, il senso di colpa, le domande senza risposta hanno aperto uno squarcio profondo nella memoria. A seguire, gli anni della depressione, della rabbia e dello smarrimento, in un percorso segnato dal buio e dalla solitudine.

Eppure, proprio da quella caduta, è iniziata una lenta e difficile risalita, culminata nella riscoperta della fede. Il momento più toccante arriva con il videomessaggio dei genitori, presenza fondamentale nel suo percorso. Le lacrime di Angelo, da lui stesso definite di gioia, raccontano un amore capace di resistere anche al dolore più grande. Un’emozione autentica che si diffonde nello studio e raggiunge il pubblico a casa, creando un silenzio carico di significato. Il ricordo dell’amico Salvin restituisce il valore degli incontri che cambiano il destino e aprono alla luce.

Parallelamente, emerge il suo cammino artistico, segnato anche dall’esperienza cinematografica con La scomparsa di Patò. Oggi, Sferrazza porta nelle scuole e nei teatri il racconto della figura di Rosario Livatino,un uomo che ha vissuto la giustizia come espressione concreta della fede, fino al sacrificio della vita.

In studio, Don Antonio Allegritti ne sottolinea la grandezza spirituale, offrendo una chiave di lettura profonda e attuale. Il culmine arriva con la performance finale, in cui Angelo dà corpo agli ultimi istanti del giudice. Le ultime parole del giudice “picciotti, che vi ho fatto?” restano sospese, cariche di dolore e umanità. È un attimo che ferma il tempo e unisce in un’unica emozione chi guarda e chi ascolta. Davanti a una verità così intensa, l’Italia si ferma, trattiene il respiro… e si lascia attraversare dal dolore: l’Italia piange.

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