Cultura

“Il disordine costituito”, presentato il libro di Maria Grazia Brandara

Un invito coraggioso a specchiarsi nelle proprie fragilità per ritrovare la forza umana di lottare e continuare a camminare a testa alta

Pubblicato 33 minuti fa

Nella suggestiva cornice dei giardini del Teatro Massimo, la presentazione del libro “Il disordine costituito, e molto altro…” di Maria Grazia Brandara (Europa Edizioni) si è trasformata in un’esperienza collettiva vibrante e commovente, dove le parole hanno lasciato spazio al battito del cuore. Condotta con profonda sensibilità da Margherita Trupiano, la serata ha preso la forma di un dialogo intimo a tre voci insieme a Mariella Lo Bello; un confronto che quest’ultima ha definito, con palpabile affetto, come “un dialogo tra tre amiche”, unite da un legame storico e da tanti anni trascorsi insieme tra passione politica, battaglie amministrative e un instancabile impegno sociale.

Davanti a una platea colma di sguardi attenti e respiri sospesi, le relatrici hanno toccato corde scoperte e nodi drammatici: dalla trincea della politica, vissuta con ferrea fedeltà ai valori civili, fino alla lotta alla mafia, affrontata a viso aperto contro le ombre più scure della criminalità nella complessa gestione dei beni confiscati. Nel racconto si è fatta strada, ferendo e curando al tempo stesso, la battaglia più intima di Maria Grazia Brandara, ovvero quel confronto silenzioso e dignitoso contro il tumore, attraversato senza alcuna retorica ma con una devastante, nuda verità. A squarciare l’emozione della sala è stata la straordinaria capacità dell’autrice di alternare la più lucida e dolorosa serietà a improvvisi, intelligenti sprazzi di ironia, specchio di un’anima che non si lascia spegnere da nessuna tempesta. Questo manifesto di resilienza è stato celebrato anche da S.E. Mons. Vincenzo Paglia, che ha sigillato il valore spirituale dell’opera con un intenso videomessaggio. Sollecitata dalle intervistatrici, la Brandara, in veste di Presidente de La Nuova Agorà, ha poi saputo trasformare il dolore in speranza, proiettando lo sguardo al futuro per curare una ferita collettiva della sua terra: l’ambizioso progetto del Consorzio della Bella Gente, che si adopererà, tra gli altri scopi, per favorire la “ritornanza” dei giovani cervelli in fuga affinché le loro brillanti energie facciano da guida, offrendo lavoro e dignità a chi sceglie la via della “restanza”. Tra gli applausi commossi , la serata si è chiusa con la certezza che questo libro non sia una semplice autobiografia, ma un dono universale: un invito coraggioso a specchiarsi nelle proprie fragilità per ritrovare la forza umana di lottare e continuare a camminare a testa alta.

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