“Il maestro di Regalpetra” approda al Caffè letterario della Questura di Agrigento (ft)

Diego Romeo

Agrigento

“Il maestro di Regalpetra” approda al Caffè letterario della Questura di Agrigento (ft)

di Diego Romeo
Pubblicato il Ago 3, 2019
“Il maestro di Regalpetra” approda al Caffè letterario della Questura di Agrigento (ft)

Senz’altro, la più bella immagine che oggi possiamo consegnare ai nostri lettori è la foto di una prima fila tutta istituzionale che tiene fra le mani la riedizione (La nave di Teseo) del “Maestro di Regalpetra”, la biografia madre dello scrittore Leonardo Sciascia scritta da Matteo Collura.  

E’ accaduto, e non era mai accaduto, che in un qualsiasi caffè letterario i libri fossero acquistati prima della presentazione e stavolta i prefetti Caputo e Dispenza e il  vice-questore vicario Peritore hanno visibilmente ribaltato la consuetudine.

E con l’aggiunta dell’assistente capo della polizia Cristina Zaccone che con il garbo di attrice non solo legge brani dell’opera di Sciascia ma interviene, a nome degli operatori delle forze dell’ordine, con domande di stretta attinenza al dibattito. 

Non saremo noi a ricordare quanto, l’incalzare del fiato di Sciascia, lo sentiamo e lo sentiremo sulle nostre spalle. Un fiato premonitore e  di sorprendente attualità che può essere riassunto con la ferrea semplicità con la quale l’ha definito l’ex-magistrato (o sempre magistrato secundum ordine Melchisedec) Carlo Nordio in una delle prime recensioni apparse sul “Messaggero” di Roma: ”Sciascia, uomo giusto tra il dubbio e l’ironia”.

E la presentazione dell’altra sera non poteva non attenersi a queste qualità che sollecitate dal moderatore Enzo Alessi hanno trovato in Matteo Collura un dispensatore generoso di aneddoti e confidenze esclusive che solo un “figlio e amico” di Sciascia poteva narrare.

“Per me era come un padre” ha confidato Collura e racconta tra l’altro quando Sciascia rifiutò i 5 miliardi di allora offerti dalla Mondadori per il passaggio alla casa editrice ma non ricorda quello che per lui rimarrà un segreto cammeo (ma è già un eufemismo) allorchè accompagnando all’aeroporto di Milano uno Sciascia ormai consapevole della sua fine, nell’abbracciarlo lo scrittore racalmutese singhiozzò sulla sua spalla.

“Collura – ha scritto Carlo Nordio non è solo scrittore e critico acuto, è un siciliano autentico ed un sensibile interprete della complessità di quella regione straordinaria dove chi ci abita se ne vorrebbe andare e chi se ne allontana vorrebbe ritornare al più presto. Non per nulla nell’epilogo del libro l’autore compendia questi sentimenti nella frase di Ovidio “nec tecum nec sine te vivere possum” rivolto non a una donna ma alla propria terra. E la “dolorosa e gioiosa difficoltà di essere siciliani” è un motivo dominante della vita di Sciascia”.

E forse anche per “trattenerlo” nella terragna sicilianità, Racalmuto, Grotte e Sutera (per stare nelle vicinanze, ma ci sono altre città) hanno conferito, da tempo ormai, la cittadinanza onoraria a Matteo Collura. Ma non la firettiana Agrigento. Mancanza  che può dare benissimo il senso  e le intenzioni di una ancora fantomatica “Agrigento 2020”.

testo e foto di Diego Romeo


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