Favara-Liegi, un legame stretto col sangue: si indaga sul tentato omicidio Sacco e sui traffici di armi e droga

Redazione

Favara-Liegi, un legame stretto col sangue: si indaga sul tentato omicidio Sacco e sui traffici di armi e droga
| Pubblicato il domenica 24 Febbraio 2019

Favara-Liegi, un legame stretto col sangue: si indaga sul tentato omicidio Sacco e sui traffici di armi e droga

di Redazione
Pubblicato il Feb 24, 2019

Il procuratore aggiunto Salvatore Vella, insieme al sostituto Alessandra Russo e al capo della Squadra Mobile di Agrigento Giovanni Minardi, vola in Belgio, a Liegi, per interrogare alcuni testimoni chiave in relazione al tentato omicidio del ristoratore empedoclino Saverio Sacco le cui “sfumature” sono emerse dopo i verbali del ragioniere Mario Rizzo, che ha deciso di collaborare con la giustizia, uno dei membri del commando entrato in azione quella sera.


Sono stati giorni intensi e ricchi di spunti investigativi con una stretta collaborazione tra gli inquirenti agrigentini con i magistrati e la sezione omicidi della Polizia giudiziaria del distretto di Liegi. Tre giorni per confrontarsi e raccogliere ulteriori testimonianze di chi, quella notte, era presente. Il procuratore aggiunto Salvatore Vella, il sostituto Alessandra Russo e il vice questore Giovanni Minardi tornano ad Agrigento con la convinzione di essere ad una svolta nella vicenda del tentato omicidio del ristoratore empedoclino Saverio Sacco, avvenuto la sera del 28 aprile 2017. Una vicenda che appare complicata sia nella sua ricostruzione che nel suo sviluppo giudiziario.

L’agguato a Saverio Sacco e il contributo di Mario Rizzo
Un notevole contributo a chiarezza lo fornisce uno dei protagonisti della storia: Mario Rizzo.

Leggi l’articolo sul settimanale Grandangolo

di Redazione
Pubblicato il Feb 24, 2019


Copyright © anno 2020 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 187 - 92100 Agrigento;
Numero di telefono 0922822788 - Cell 351 533 9611 - 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 -
Iscrizione R.O.C.: 22361 - Registrazione al Tribunale di Agrigento n. 264/04

Change privacy settings