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Giudiziaria

Agrigento, carabinieri indagati: Dda autorizzò trasferimento

È quanto emerge da un verbale in cui ad essere sentito a sommarie informazioni è il procuratore aggiunto di Palermo e coordinatore della Dda, Paolo Guido

Pubblicato 3 settimane fa

La Direzione distrettuale antimafia di Palermo avrebbe autorizzato il trasferimento del carabiniere della Compagnia di Licata Gianfranco Antonuccio, indagato dal Ros e poi arrestato il 4 luglio 2022, trasferimento per il quale la procura di Agrigento ha chiesto di processare per rivelazione di segreto d’ufficio il comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento, il pluridecorato colonnello Vittorio Stingo, il Comandante della Compagnia di Licata, Capitano Augusto Petrocchi e il tenente Carmelo Caccetta, Comandante del Nucleo radiomobile di Licata.

È quanto emerge da un verbale in cui ad essere sentito a sommarie informazioni è il procuratore aggiunto di Palermo e coordinatore della Dda, Paolo Guido, il 20 ottobre 2022.

In quell’occasione il magistrato riferisce che nei primi mesi del 2022 è stato informato da alti militari dell’Arma “dell’opportunità di trasferire il Luogotenente Antonuccio” e di aver valutato che ciò “non avrebbe pregiudicato le indagini” visto che “erano state svolte per circa un anno, periodo durante il quale non avemmo alcun sospetto su possibili fughe di notizie”.

Alla domanda dei pm di Agrigento, Salvatore Vella e Barbara Cifalinò, se il colonnello Stingo fosse informato dell’imminente arresto di Antonuccio prima dell’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, il capo della Dda di Palermo risponde “non ho alcuna informazione al riguardo”.

Secondo l’accusa invece i tre militari si sarebbero resi responsabili di una fuga di notizie segrete e, dopo “aver appreso lecitamente” che il militare Antonuccio fosse sospettato di aver commesso vari reati per procacciarsi denaro, si sarebbero adoperati per avviare una proposta di trasferimento per incompatibilità ambientale prima dell’arresto, mettendo a rischio – secondo gli inquirenti – l’esito delle indagini del Ros.

Tesi completamente rigettata dal legale del colonnello Stingo e del Capitano Petrocchi, l’avvocato Salvatore Pennica, che a LaPresse dichiara di essere in procinto di depositare un’istanza per anticipare l’udienza preliminare “alla luce delle notizie di stampa e in relazione al ruolo e alla onorabilità dei miei assistito”.

“Il colonnello Stingo – afferma – è stato insignito della medaglia al più alto valore militare, è stato uomo d’azione in missione all’estero e ufficiale di collegamento alla Casa Bianca dopo l’Afghanistan”.

Nel merito delle accuse il difensore sostiene che nessun trasferimento sia stato avviato per inquinare indagini, ma per sanzionare comportamenti fuori dalle regole ripetuti negli anni, e che il provvedimento sarebbe stato autorizzato dagli stessi magistrati di Palermo che indagavano. È quanto parrebbe emergere da un verbale in cui viene sentito a sommarie informazioni il procuratore aggiunto di Palermo e coordinatore della Dda, Paolo Guido, il 20 ottobre 2022. In quell’occasione il magistrato riferisce che nei primi mesi del 2022 è stato informato da alti militari dell’Arma “dell’opportunità di trasferire il Luogotenente Antonuccio” e di aver valutato che ciò “non avrebbe pregiudicato le indagini” visto che “erano state svolte per circa un anno, periodo durante il quale non avemmo alcun sospetto su possibili fughe di notizie”. Alla domanda dei pm di Agrigento se il colonnello Stingo fosse informato dell’imminente arresto di Antonuccio, prima dell’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare nel luglio 2022, Guido risponde “non ho alcuna informazione al riguardo”.

Il Gip di Agrigento, Micaela Raimondo, dovrà decidere se rinviarli a giudizio nell’udienza del 29 marzo.

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