Appalti ad amici e parenti a Lampedusa? Il giudice decide su richiesta rinvio a giudizio
A rischiare il processo sono 21 tra politici, dirigenti comunali e imprenditori coinvolti in un’inchiesta che ipotizza un giro di appalti “pilotati” a Lampedusa
Con le ultime discussioni degli avvocati della difesa si è conclusa – di fatto – questa mattina l’udienza preliminare a carico di 21 persone – tra politici, dirigenti comunali e imprenditori – coinvolte in un’inchiesta che ipotizza a Lampedusa l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più delitti contro la Pubblica amministrazione attraverso costrizioni, plurimi affidamenti illegittimi e appropriazioni di somme di denaro pubblico.
Il prossimo 5 marzo il giudice per l’udienza preliminare, Iacopo Mazzullo, deciderà se accogliere o meno la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura di Agrigento. Al centro della maxi inchiesta, cristallizzata nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2021, c’è (soprattutto) l’appalto per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete fognaria di Lampedusa. Per la Procura di Agrigento (è questa l’accusa mossa) gli ex amministratori locali di Lampedusa “attraverso condotte di costrizione, plurimi affidamenti illegittimi e appropriazione di somme di denaro pubbliche” avrebbero imposto all’impresa aggiudicataria di accettare le modalità di lavoro indicate subappaltando le opere a ditte di amici e parenti.
Secondo la procura tra le imprese beneficiarie dei lavori in subappalto, riguardanti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria delle stazioni di sollevamento, vi sono quelle gestite dai familiari dell’ex sindaco Martello: il fratello, due nipoti, la cognata e la moglie di un nipote. Tra le accuse mosse agli ex amministratori locali, in qualità di pubblici ufficiali, anche quella di peculato. Per gli inquirenti, infatti, si sarebbero appropriati dei fondi destinati all’impresa che aveva regolarmente ottenuto l’appalto “procedendo al pagamento dei lavori indebitamente subappaltati alle imprese locali”.





