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Giudiziaria

Favara, omicidio Lupo: in aula il medico legale e il figlio della vittima 

Prosegue il processo a carico del favarese accusato dell'omicidio del genero

Pubblicato 2 settimane fa

Nuova udienza del processo a carico di Giuseppe Barba, 66 anni di Favara, accusato dell’omicidio dell’ex genero Salvatore Lupo, imprenditore ed ex presidente del consiglio comunale, ucciso in un bar il giorno di ferragosto del 2021. In aula, davanti i giudici della Corte di Assise di Agrigento, sono comparsi per la deposizione il medico legale Cataldo Ruffino e il figlio della vittima Calogero Lupo.

Il professionista ha ricostruito, rispondendo alle domande del sostituto procuratore Paola Vetro, quanto emerso dall’esame autoptico effettuato sulla salma: “Sono tre i colpi che hanno raggiunto la vittima che ha visto indubbiamente chi gli stava sparando tentando anche una fuga verso il bagno per trovare riparo”.

Subito dopo è stata la volta del figlio della vittima, Calogero Lupo, che nel processo è parte civile rappresentato dall’avvocato Daniela Posante. Il giovane ha ricostruito i rapporti familiari tra il nonno ed il padre e anche l’episodio di una colluttazione avuta tra i due qualche mese prima dell’omicidio. 

La Procura contesta all’imputato, difeso dall’avvocato Salvatore Pennica, le aggravanti dei futili motivi e della premeditazione. Contestato anche il porto in luogo pubblico di un’arma da sparo e la detenzione illegale della stessa all’interno della propria abitazione. Alla base del delitto,secondo gli inquirenti, motivi economici legati al patrimonio e anche la separazione con la moglie nonché figlia di Giuseppe Barba. 

A tradire il presunto omicida immagini di un video, estratto dalle telecamere di un impianto di videosorveglianza, che immortala la sua Fiat Panda mentre effettua un tragitto nella direzione della via IV novembre, dove, in un bar, è stato commesso l’omicidio dell’imprenditore che gestiva una serie di comunità per disabili e operava nel settore dell’edilizia. Proprio su quell’auto, grazie all’esame dello Stub, sono state trovate – sul volante in particolar modo – tracce di polvere da sparo che avrebbero confermato i sospetti dei carabinieri tanto da fare scattare il fermo della Procura.

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