“Operazione Scorpion Fish”: chiesto giudizio immediato per 2 uomini di Menfi
I due incensurati italiani residenti a Menfi (Agrigento), Felice Montalbano, 59 anni, e Pietro Bono, 64 anni, finiti coinvolti nell’operazione denominata “Scorpion Fisc” e che secondo l’accusa avrebbero fornito alloggio e supporto logistico ad una presunta associazione criminale, dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestaina e al contrabbando di sigarette, adoperandosi personalmente, insieme ad altri responsabili di […]
I due incensurati italiani residenti a Menfi (Agrigento), Felice Montalbano, 59 anni, e Pietro Bono, 64 anni, finiti coinvolti nell’operazione denominata “Scorpion Fisc” e che secondo l’accusa avrebbero fornito alloggio e supporto logistico ad una presunta associazione criminale, dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestaina e al contrabbando di sigarette, adoperandosi personalmente, insieme ad altri responsabili di nazionalita’ Tunisina, per il perfezionamento di piu’ traversate tra la Tunisia e l’Italia, “devono andare a giudizio immediato”.
E’ quanto richiesto dal procuratore generale aggiunto di Palermo, Marzia Sabella, per i due menfitani e per altre 17 persone, trapanesi e tunisini, coinvolti nell’inchiesta.
Felice Montalbano è attualmente rinchiuso nel carcere di Sciacca, Pietro Bono, è agli arresti domiciliari. Secondo le accuse, i due avrebbero custodito una barca utilizzata per il trasporto dei migranti. Felice Montalbano avrebbe messo a disposizione anche un appartamento.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori proprio a Menfi, nell’abitazione di uno dei fermati, aveva trovato rifugio un tunisino elemento di spicco del gruppo criminale, arrestato, alcune settimane fam dopo un drammatico inseguimento sui tetti di un complesso residenziale, durante il quale era rimasto gravemente ferito un “basco verde” del Gruppo Pronto Impiego di Palermo.





