Agrigento

Truffa all’Agenzia dell’Entrate, scintille in aula nel processo Duty Free

E’ stata un’udienza lunga, carica di spunti tecnici in ambito economico-finanziario ma che, in una affollatissima aula del Tribunale di Agrigento, non ha fatto mancare scontri tra accusa e difesa e anche qualche momento di tensione. E’ ripreso questa mattina il processo “Duty Free”, scaturito dall’omonima operazione della Guardia di Finanza di Agrigento, che ipotizza […]

Pubblicato 7 anni fa

E’ stata un’udienza lunga, carica di spunti tecnici in ambito economico-finanziario ma che, in una affollatissima aula del Tribunale di Agrigento, non ha fatto mancare scontri tra accusa e difesa e anche qualche momento di tensione. E’ ripreso questa mattina il processo “Duty Free”, scaturito dall’omonima operazione della Guardia di Finanza di Agrigento, che ipotizza un presunto giro di tangenti in cambio di annullamenti di sanzioni tributarie e che ha portato all’emissione di 13 misure cautelari – tra funzionari dell’Agenzie dell’Entrata, imprenditori e consulenti – nel 2015. 

Dopo un avvio a singhiozzo con un cambio di collegio in corsa e lo scioglimento di alcune riserve si entra nel vivo del dibattimento con l’audizione di alcuni importanti testi (finanzieri) che hanno condotto materialmente le indagini sul campo. Importante la testimonianza di un maresciallo della Guardia di Finanza che ha illustrato i momenti salienti dell’attività di indagine svolta. Non sono mancati, durante la testimonianza, momenti di tensione in aula come quando uno degli imputati presenti si è lasciato andare in uno sfogo personale venendo richiamato più volte dal presidente del collegio Wilma Mazara ( a latere i giudici Coffari e Veneziano).

Sul banco degli imputati – per le ipotesi di reato a vario titolo di corruzione, abuso d’ufficio e truffa ai danni dell’Agenzia delle Entrate (oggi parte civile)  – siedono 12 persone che hanno scelto la via del processo ordinario: Antonio Vetro, 48 anni, di Favara, consulente del lavoro; Vincenzo Tascarella, 64 anni, di Agrigento; Giuseppe Cumbo, 65 anni, di Agrigento; Giuseppe Castronovo, 58 anni, di Favara, Filippo Ciaravella, 65 anni, di Agrigento; Piera Callea, 52 anni, di Favara, Angelo Pagliarello, 60 anni, di Campobello; tutti funzionari dell’Agenzia; Salvatore La Porta, 43 anni, di Porto Empedocle, socio e amministratore della Metalmeccanica agrigentina; i medici Giovanni Crapanzano, 69 anni, di Favara, e Santo Pitruzzella, 67 anni, anche lui di Favara, estranei al giro di tangenti che coinvolge imprenditori e funzionari ma accusati di avere rilasciato falsi certificati ad alcuni ispettori dell’Agenzia e i ristoratori favaresi Giuseppe Costanza, 33 anni e il padre Salvatore, 67 anni, accusati di avere rilasciato una falsa attestazione per alcuni rimborsi al funzionario Cumbo.

 L’allora Gup Giuseppe Miceli (divenuto incompatibile nel collegio proprio perché Giudice per le udienze preliminari) nel processo celebrato con rito abbreviato aveva assolto otto persone – tra cui il presidente di Girgenti Acque Marco Campione e lo stesso ex presidente dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento Pietro Pasquale Leto – e pronunciato tre condanne. 

L’accusa è rappresentata dal sostituto procuratore della Repubblica Emiliana Busto mentre nel collegio delle difese – fra gli altri – sono presenti gli avvocati Giuseppe Scozzari, Salvatore Pennica, Alfonso Neri, Salvatore Virgone, Salvatore Salvago, Francesco Gibilaro, Olindo Di Francesco.  Si torna in aula il 22 gennaio. 

 

Truffa all’Agenzia dell’Entrate, scintille in aula nel processo Duty Free

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