Blitz “Delirio”, Arrestato anche figlio pentito delitto Libero Grassi: aiutato ad occultare beni dall’avv. Riccobene (vd)
C’è anche Raffaele Favaloro, il figlio del pentito di mafia Marco Favaloro, tra i 24 arrestati (4 indagati sono ai domiciliari) nel blitz della Finanza che ha portato alla luce gli affari milionari dei clan palermitani e gli investimenti per il riciclaggio del denaro sporco. Marco Favaloro fu tra i responsabili dell’omicidio dell’imprenditore Libero Grassi, […]
C’è anche Raffaele Favaloro, il figlio del pentito di mafia Marco Favaloro, tra i 24 arrestati (4 indagati sono ai domiciliari) nel blitz della Finanza che ha portato alla luce gli affari milionari dei clan palermitani e gli investimenti per il riciclaggio del denaro sporco.
Marco Favaloro fu tra i responsabili dell’omicidio dell’imprenditore Libero Grassi, ucciso perché si era opposto al racket del pizzo.
Favaloro, mafioso del clan Resuttana, è passato nei ranghi dei collaboratori di giustizia negli anni ’90. Il figlio a cui gli inquirenti contestano l’associazione mafiosa e il riciclaggio attraverso le attività dei “Compro oro”, evidentemente non ha seguito le sue orme.
Pur non essendo mai stato formalmente affiliato, Marco Favaloro era un uomo di fiducia dei boss Madonia. “Non ero combinato, però ero molto vicino, non mi mancava niente, ero diretto col mandamento a cui appartenevo”, ha raccontato ai magistrati quando ha cominciato a collaborare.
Ad aiutare, suggerendo al cliente Raffaele Favaloro, la strada da seguire per evitare il sequestro dei beni, l’avvocato penalista palermitano Nico Riccobene, oggi indagato per concorso in intestazione fittizia dei beni e posto ai domiciliari.
A Favaloro, accusato di far parte della famiglia mafiosa di Resuttana, il legale aveva consigliato di separarsi dalla moglie in modo da poterle intestarle beni e attività e scongiurarne così il sequestro.
Nel corso dell’operazione antimafia della Guardia di finanza, denominata “Delirio”, sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni per oltre 6 milioni di euro. Somme di denaro, conti correnti e immobili riconducibili ai 47 indagati, sottoposti a vari provvedimenti restrittivi, nonche’ 15 attivita’ commerciali attive prevalentemente nel settore della somministrazione di alimenti e bevande e in quello dei giochi e delle scommesse.





