Mafia

Il boss Giovanni Motisi, l’ultimo latitante di Cosa nostra: tracce in un covo un mese e mezzo fa

Il 'pacchione' e' il capomafia di Pagliarelli, mandamento storico e altrettanto solido, confinante con Porta Nuova e Palermo centro

Pubblicato 1 mese fa

Tracce del “pacchione”, Giovanni Motisi, latitante dal 1998, sono state trovate nel covo di Giuseppe Auteri, uomo forte del mandamento di Porta Nuova, catturato a Palermo il 5 marzo dai carabinieri, in un covo-tugurio di via Recupero 6, zona via Oreto, stazione centrale: il ‘pacchione’, il grasso, e’ il capomafia di Pagliarelli, mandamento storico e altrettanto solido, confinante con Porta Nuova e Palermo centro. Sono le famiglie palermitane piu’ direttamente coinvolte nelle stragi di Capaci e via D’Amelio, volute dai corleonesi di Toto’ Riina, Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca. L’ultimo vero “latino”, espressione dialettale per dire latitante, e’ dunque lui, Motisi.

La polizia di Stato oggi ha diffuso il nuovo identikit, realizzato con la tecnica dell’Age progression, del boss protagonista della fase stragista di cosa nostra, inserito nell’elenco dei latitanti di “massima pericolosita’” del “programma speciale di ricerca”. La sua immagine e il suo ruolo sono tornati di attualita’ dopo la cattura di Matteo Messina Denaro, boss stragista corleonese, arrestato dal Ros dei carabinieri il 16 gennaio dell’anno scorso e morto il 25 settembre all’Aquila, dove era detenuto. Il capomafia del quartiere sud-occidentale del capoluogo siciliano fu dato per morto o per ormai “posato”, accantonato, nell’ambito della sua stessa organizzazione, anni fa, quando la moglie, Caterina Pecora, attraverso il padre costruttore, avvio’ una sorta di “trattativa” per liberarsi del marito.

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