Mafia: carabinieri individuano covo dopo arresto Vitale (vd)
I carabinieri hanno individuato il covo dove trascorreva la latitanza il mafioso Giovanni Vitale detto il Panda: aveva trovato rifugio in una casa a Borgetto, in provincia di Palermo. I militari nel corso di un sopralluogo hanno trovato documenti ritenuti utili alle indagini. Ieri Giovanni Vitale era stato bloccato da una cinquantina di carabinieri a […]
I carabinieri hanno individuato il covo dove trascorreva la latitanza il mafioso Giovanni Vitale detto il Panda: aveva trovato rifugio in una casa a Borgetto, in provincia di Palermo. I militari nel corso di un sopralluogo hanno trovato documenti ritenuti utili alle indagini.
Ieri Giovanni Vitale era stato bloccato da una cinquantina di carabinieri a Giardinello in contrada Bonagrazia.
Insieme a lui e’ stato arrestato l’operaio Salvatore Billeci, 32 anni, per favoreggiamento.
“L’utilizzo di un casolare con l’impiego di un insospettabile anche come autista per gli incontri con i familiari; l’uso di un appartamento da destinare a nascondiglio, peraltro distante dal precedente immobile e, anche in tale caso, con la copertura di un ulteriore fiancheggiatore, questa volta pluripregiudicato, sono l’ulteriore testimonianza che Giovanni Vitale aveva alle spalle una vera e propria organizzazione di sostegno logistico e finanziario, resa ancora più evidente dal ritrovamento e dal sequestro di documenti”.
Lo dice il comandate provinciale dei carabinieri di Palermo, Antonio Di Stasio, commentando l’arresto del latitante Giovanni Vitale, ieri, nelle campagne tra Giardinello e Montelepre.
“Solo un personaggio realmente di spicco all’interno di Cosa Nostra – aggiunge Di Stasio – cosi’ come dimostrano le cronache, può fare affidamento su una rete che gli assicuri, in caso di necessita’, un appoggio a 360 gradi”.








