Mafia

Mafia, Cassazione annulla ordinanza: 64enne resta in libertà

I pm gli contestavano l'appartenenza alla famiglia mafiosa dello Zen e in particolare di essere stato l'autista e uomo di fiducia del boss Giovanni Cusimano

Pubblicato 2 mesi fa

Accogliendo il ricorso proposto dall’avvocato Giovanni Castronovo, la prima sezione della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio ad altra sezione del Tribunale del riesame di Palermo, l’ordinanza con la quale i giudici avevano disposto il carcere per Gennaro Riccobono, 64 anni, dello Zen.

Riccobono, che era stato coinvolto nella maxi operazione della DDA di Palermo che aveva portato al fermo di 151 persone, resta , dunque, al momento libero. I pm gli contestavano l’appartenenza alla famiglia mafiosa dello Zen e in particolare di essere stato l’autista e uomo di fiducia del boss Giovanni Cusimano.

Dopo l’interrogatorio di garanzia il gip aveva rigettato la richiesta di applicazione della misura cautelare in carcere avanzata dalla Procura che aveva allora proposto appello al Tribunale del riesame. I giudici hanno dato ragione ai pm, ma la Cassazione ha accolto il ricorso dei legali rinviando al Riesame.

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