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Mafia

Mafia, definitive 20 condanne per membri dei clan San Lorenzo e Resuttana

Fra i condannati per i quali la decisione diventa definitiva, c'e' la donna-boss Maria Angela Di Trapani, moglie del superkiller Salvino Madonia

Pubblicato 2 settimane fa

La quinta sezione della Cassazione ha respinto quasi del tutto i ricorsi presentati dai venti imputati del processo Talea, celebrato a Palermo e nato con gli arresti eseguiti dai carabinieri il 5 dicembre 2017: accolte solo questioni marginali, che potranno incidere in minima parte sulla misura delle pene. Nell’indagine venivano prese in considerazione una serie di estorsioni realizzate dai clan di San Lorenzo e Resuttana: tra le vittime i gestori della pizzeria La Braciera, che avevano denunciato e fatto arrestare gli esattori del pizzo e, successivamente, i loro mandanti. Anche altri imprenditori vittime delle estorsioni si erano costituiti parte civile, cosi’ come le associazioni che li hanno seguiti: Confcommercio, Confesercenti, Solidaria, Sos Impresa, Fai, Centro studi Pio La Torre, Sicindustria, Comitato Addiopizzo e associazione Caponnetto.

I supremi giudici hanno confermato quasi interamente la sentenza emessa il 29 aprile dell’anno scorso dalla prima sezione della Corte d’appello, presieduta da Adriana Piras, a latere i relatori Mario Conte e Luisa Anna Cattina. Fra i condannati per i quali la decisione diventa definitiva, c’e’ la donna-boss Maria Angela Di Trapani, moglie del superkiller Salvino Madonia: dovra’ scontare altri 4 anni, dopo quelli subiti in altri processi. Gli altri imputati i cui ricorsi sono stati respinti sono Pietro Salsiera (14 anni), l’ex vigile del fuoco Giovanni Niosi (10 anni), Giuseppe Biondino (9 anni e 2 mesi) Filippo Bonanno (9 anni e 4 mesi), Antonino Catanzaro (2 anni e 8 mesi), Francesco Paolo Liga (10 anni e 4 mesi), Salvatore Lo Cricchio (8 anni), Francesco Lo Iacono (2 anni e 8 mesi), Corrado Spataro (11 anni e 8 mesi), Lorenzo Crivello (8 anni e 8 mesi), Ahmed Glaoui, Antonino La Barbera, Salvatore Ariolo (5 anni ciascuno), Massimiliano Vattiato (8 anni e 2 mesi), Ignazio Calderone (4 anni), Stefano Casella e Antonino Tumminia (2 anni e 2 mesi), Pietro Salamone (10 anni). Per quest’ultimo, Lo Cricchio e Casella ci sono stati degli annullamenti parziali che incideranno sull’eventuale ricalcolo della pena.

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