“Blitz Assedio”, 7 fermi tra Licata e Campobello: c’è anche consigliere comunale (ft e vd)

Redazione

Licata

“Blitz Assedio”, 7 fermi tra Licata e Campobello: c’è anche consigliere comunale (ft e vd)

Dalle intercettazioni si farebbe riferimento anche ad un deputato regionale oltre alla possibilità di compiere un omicidio
di Redazione
Pubblicato il Giu 19, 2019
“Blitz Assedio”, 7 fermi tra Licata e Campobello: c’è anche consigliere comunale (ft e vd)

di Giuseppe Castaldo e Irene Milisenda

Blitz dei carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento che all’alba di oggi hanno eseguito sette fermi tra Licata e Campobello di Licata. In manette, con l’accusa di associazione mafiosa, sono finiti il boss del paese Angelo Occhipinti, già coinvolto e assolto nell’ambito dell’operazione “Ouster”, e altre sei persone

GLI INDAGATI. Raimondo Semprevivo, Vincenzo Bellavia, Angelo Graci, Angelo Occhipinti, Giuseppe Puleri, Giuseppe Scozzari, Giuseppe Salvatore Spiteri. Vincenzo Spiteri e Gabriele Spiteri, detenuti per altra causa, risultano indagati nell’odierno procedimento.

 Fermato anche un consigliere comunale di Licata, Giuseppe Scozzari, eletto nella tornata del 2018 con la lista “Licata da Amare”. Le telecamere dei militari del Comando Provinciale e della Compagnia di Licata, guidati dal colonnello Giovanni Pellegrino e dal capitano Lucarelli, sono riuscite anche ad immortalare una passeggiata a braccetto tra il boss Occhipinti ed il consigliere comunale.

In una delle intercettazioni captate ci sarebbero anche riferimenti al deputato regionale Carmelo Pullara, 48 anni, eletto all’ultima tornata regionale e oggi membro della commissione regionale antimafia: “E’ a disposizione nostra” avrebbe detto il boss Occhipinti parlando con un interlocutore. Il deputato regionale non è stato raggiunto da alcun avviso di garanzia ma si è auto-sospeso “per rispetto delle Istituzioni” dalla commissione regionale antimafia di cui era membro.

Davanti a questo ragazzo ci togliamo tutti il cappello” diceva Angelo Occhipinti riferendosi a Giuseppe Salvatore Riina, figlio del boss di Corleone Totò Riina. Dai dialoghi captati emergerebbe – secondo gli inquirenti – anche la possibilità di compiere una “Stuccata” ai danni di un licatese accusato di parlare troppo con “gli sbirri” .

L’inchiesta è coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo con l’aggiunto Paolo Guido e i sostituti Geri Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra. 

L’intervista al Colonello dei Carabinieri Giovanni Pellegrino


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