Sfruttava dipendenti e costringeva a restituire parte dello stipendio, arrestato imprenditore
In molti casi, inoltre, i lavoratori sarebbero stati costretti a prelevare in contanti parte del loro già esiguo stipendio per restituirlo al datore di lavoro
I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa, su richiesta della locale Procura della Repubblica, dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo, con cui sono stati disposti gli arresti domiciliari nei confronti di un noto imprenditore indagato per aver sottoposto i propri dipendenti a condizioni di sfruttamento.
Due complessivamente i denunciati dalla Compagnia di Partinico, il datore di lavoro nonché rappresentante legale della società coinvolta e un suo stretto collaboratore, per sfruttamento del lavoro ed estorsione.
L’indagato principale amministra una società attiva nel settore della lavorazione e confezionamento di prodotti ortofrutticoli, poi commercializzati nelle principali catene della grande distribuzione della provincia di Palermo.
Le indagini, dirette dal secondo dipartimento “tutela vittime vulnerabili” della Procura della Repubblica di Palermo, hanno fatto luce su di un sistema di abusi che sarebbero stati perpetrati nei confronti dei dipendenti, consistente in pratiche e prassi aziendali contrarie alle norme di legge vigenti circa il corretto svolgimento dei rapporti di lavoro subordinato, sfociate, in taluni casi, in condizioni di vero e proprio sfruttamento.
Le fiamme gialle avrebbero individuato, infatti, violazioni relative alla concessione di ferie e riposi settimanale oltreché in materia di retribuzione con la corresponsione di stipendi difformi rispetto ai contratti collettivi nazionali, talvolta inferiori al 50 %.
In molti casi, inoltre, i lavoratori sarebbero stati costretti a prelevare in contanti parte del loro già esiguo stipendio per restituirlo al datore di lavoro.
Il quadro complessivo emerso avrebbe evidenziato un modello organizzativo dell’attività imprenditoriale nel quale il datore di lavoro riusciva a trarre vantaggio dalla condizione di vulnerabilità economica e sociale dei propri dipendenti, i quali versavano in uno stato di bisogno e pertanto costretti ad accettare le inique condizioni di lavoro per garantire il sostentamento del nucleo familiare.
L’attività eseguita dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo è finalizzata a impedire la proliferazione di fenomeni distorsivi del mercato del lavoro, garantendo il rispetto della normativa giuslavorista in favore dei lavoratori e condizioni di concorrenza tra gli operatori del mercato, a sostegno delle famiglie e delle imprese.




