Controcorrente e Rotary insieme per una “Sicilia cardioprotetta”
All'Ars presentato un disegno di legge per azzerare i tempi di primo soccorso
Defibrillatori semiautomatici nei condomini, corsi di formazione e tanta prevenzione è così che Controcorrente immagina l’Isola partendo da una proposta semplice ma innovativa. Un disegno di legge che è nato insieme ai membri della commissione Blsd del distretto del Rotary 2110 Sicilia e Malta.
“Sarà una legge di tutti – ha detto il deputato regionale Ismaele La Vardera – e non solo di Controcorrente. I primi a dare l’esempio con il primo soccorso dovremmo essere noi”. E da qui la richiesta ufficiale al presidente dell’Ars, Galvagno, di organizzare una giornata di formazione per tutti i deputati. “Un corso di primo soccorso – ha continuato – esteso a tutti e 70 i deputati. Incontriamo tanta gente durante le nostre giornate, se qualcuno dovesse avere un malore sarebbe utile che noi deputati in primis sapessimo come affrontare questo pericolo. Se noi saremo i primi a dare l’esempio, magari i cittadini saranno stimolati a fare lo stesso e tutto andrà nella direzione di un’isola sempre più ‘cardioprotetta’”.
L’idea, infatti, è quella di avere “una Sicilia in cui il primo soccorso sia diffuso sull’intero territorio – ha spiegato Giovanni Di Vita, presidente del dipartimento Sanità di Controcorrente – con defibrillatori semiautomatici presenti sia nelle piazze di tutti i comuni siciliani ma anche nei condomini privati così che i cittadini formati e gli operatori dedicati al primo soccorso si moltiplichino e aiutino tempestivamente chi è colto da un infarto o un malore. Lavoro in un sistema sanitario – ha continuato Di Vita – che spende 10 miliardi all’anno ma in cui i pazienti arrivano al pronto soccorso stando peggio di come starebbero se qualcuno fosse intervenuto prima dell’arrivo dell’ambulanza. Statisticamente, più defibrillatori diffusi significa meno morti. Dobbiamo fare in modo che un malore non risulti fatale ricorrendo subito alla defibrillazione e al massaggio cardiaco. L’unico modo per farlo è avere a disposizione gli strumenti e le persone preparate ad affrontare l’imprevisto”.
E se da una parte l’iniziativa viene lanciata come disegno di legge che vuole tutelare la salute dei cittadini, dall’altro la commissione Blsd del Rotary si pone come obiettivo quello di formare la popolazione. “Controcorrente – ha spiegato Goffredo Vaccaro del Rotary – ha colto l’occasione per proporre qualcosa che non ha nessun colore politico. Salvare una vita umana è un impegno sociale che deve coinvolgere tutti i cittadini e dunque tutte le forze politiche. La presenza capillare dei defibrillatori è un impegno che prendiamo e a cui vorremo contribuire attivamente”. E della stessa idea è Pietro Leto, membro della commissione BLSD che riconosce come “la formazione al primo soccorso dovrebbe iniziare già al liceo, nelle scuole, con corsi che trasformerebbero nell’arco di una generazione l’Isola in un’oasi cardioprotetta. Forniremo tutto il supporto necessario all’attuazione di questo disegno di legge. Anche perché si tratta di un’iniziativa con cui la Regione s’impegnerebbe a pagare sino al 70% dei costi per l’installazione dei defibrillatori semiautomatici. Oggi un Dae costa circa 700 euro ma una vita umana – ha concluso Leto – non ha e non può avere un prezzo. Intervenire tempestivamente in casi di infarti può rivelarsi fatale”.

