Il segretario regionale della Dc Cirillo: “Basta etichettare il partito come sistema criminale”
Così il segretario regionale della Dc in Sicilia, Stefano Cirillo
“Si sta facendo strada, usando il clamore mediatico, in una parte dell’opinione pubblica, un’idea profondamente distorta e pericolosa, quella secondo cui un partito politico, in quanto tale, possa essere etichettato come ”sistema criminale”. Si tratta di un’affermazione grave, fuorviante e lesiva dei principi fondamentali della nostra Costituzione. Le responsabilità penali sono sempre e soltanto personali”. Così il segretario regionale della Dc in Sicilia, Stefano Cirillo.
“Non si trasmettono per riflesso, non si estendono alle comunità che un partito rappresenta, non possono trasformarsi in un sospetto collettivo. I partiti sono strumenti della partecipazione democratica, non soggetti da colpire o giudicare in blocco- dice – Attribuire a un’intera forza politica un marchio infamante significa colpire anche le migliaia di persone che vivono la politica come servizio: dirigenti, amministratori, militanti, famiglie, donne e giovani che dedicano tempo, energie e competenze al bene comune. Significa ignorare la complessità della vita democratica, che si regge sull’impegno quotidiano di cittadini onesti”.
“Nella Democrazia Cristiana ci sono storie limpide, percorsi di legalità, persone che hanno scelto la via del servizio spesso nel silenzio e senza cercare privilegi. Mettere tutto questo sullo stesso piano di comportamenti individuali oggetto di indagini significa smarrire il senso profondo della partecipazione civile, uno dei pilastri della nostra Repubblica- dice Cirillo -In una democrazia si rispettano i cittadini, il loro voto e le istituzioni che li rappresentano. La Democrazia Cristiana continuerà a difendere con fermezza i valori costituzionali, la dignità della partecipazione politica perché un Partito non si può ”arrestare””.






