Licata, Ingiaimo (Pd): “Noi protagonisti, mai intruppati”

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Licata, Ingiaimo (Pd): “Noi protagonisti, mai intruppati”

di Redazione
Pubblicato il Apr 2, 2017
Licata, Ingiaimo (Pd): “Noi protagonisti, mai intruppati”

Caro Direttore,
ci fa piacere che lei abbia ospitato nel suo giornale l’opinione personale di un rispettabile scrittore licatese. Gaetano Cellura è apprezzato per le sue acute analisi ma questa volta ha posto un parallelismo fra il “caso Palermo” ed il “caso Licata” azzardato e fuori luogo ed è bene spiegare ai lettori ed ai cittadini perché.
A Palermo si è costruita un’alleanza che si presenterà agli elettori sul presupposto che il Partito Democratico rinunci al suo simbolo ed alla sua identità. A Licata, che non è Palermo, alle ultime amministrative del giugno 2015, si è costruita una proposta politica nella quale il Pd c’era con la sua lista ed il suo simbolo ed ha eletto due consiglieri comunali nati e cresciuti dentro il Pd. Perse le elezioni comunali siamo rimasti coerentemente all’opposizione ed abbiamo dato luogo ad una cooperazione con le altre forze di opposizione che nel tempo è cresciuta in consiglio comunale e nella città, senza mai rinunciare né alle nostre idee né al nostro simbolo. Certe volte abbiamo contaminato gli altri ed altre volte ne siamo stati contaminati, come accade normalmente tra chi si confronta sui temi concreti della città. Quando non abbiamo trovato un’intesa, in consiglio, abbiamo votato diversamente dagli altri, come in occasione della richiesta di rinvio dell’approvazione del bilancio.
Non siamo stati mai “prostrati” ne “intruppati” , siamo stati protagonisti assieme agli altri.
Anche nella scelta che il circolo ha fatto di sostegno alla “mozione Orlando” non ci siamo standardizzati. Mentre il grosso del ceto politico che conta in provincia è andato con Renzi, noi siamo andati controcorrente per rispetto delle nostre idee e perché crediamo ancora che la politica è ragionamento e no slogan , perché pensiamo che serva l’ascolto e l’analisi prima della proposta, perché pensiamo di rifondare il partito essendo perno nel campo largo del centrosinistra e non di spostare tutto il pd al centro o viceversa di doverlo ridurre ad una forza identitaria di sinistra. Ci rendiamo conto che la stampa deve suggestionare anche forzando su ardui parallelismi ma qui si è proprio sbagliato bersaglio, una cosa è una proposta politica che si presenta agli elettori senza simbolo e con una lista mista in cui i tuoi uomini concorrono con quelli degli altri partiti, altra cosa è cooperare fra forze di opposizioni provenienti da liste diverse. Qui non c’è nessuna contraddizione con il ministro Orlando e quanto da lui affermato sul partito di Palermo.
Ci rendiamo conto che alcuni, a Licata, preferirebbero un pd isolato, settario, con i suoi due consiglieri su trenta che gridano al vento senza alcuna capacità di dialogo e di aggregare attorno a se altre forze, ma non è il nostro orizzonte politico. Altri, invece, avrebbero voluto portare il pd in maggioranza a sostegno di Cambiano, tradendo il mandato degli elettori, pur di sedersi in giunta, ma neanche questo è il nostro obiettivo. Infine ci sono quelli che vogliono salvare Cambiano e sperano sempre in una stampella.
Negli ultimi 20 anni a Licata, il Pd, e prima i Ds e Pds hanno sempre espresso un candidato sindaco ed un progetto politico pressoché da soli e non siamo arrivati neppure al ballottaggio, ci siamo arrivati quando abbiamo saputo condividere un progetto. Abbiamo perso con un uomo di centro, non escludiamo di presentare una nostra proposta alla prossima tornata elettorale, abbiamo idee, donne e uomini perfettamente in grado di reggere la responsabilità e che profumano di onestà e coerenza, ma se non saremo in grado di tenere insieme un fronte vasto le nostre idee rimarranno tutte in un cassetto perché amministrerà solo la destra.
L’annuncio della sfiducia a Cambiano non è una rinuncia al tratto riformista del partito o la vana ricerca del “nulla”, è la presa d’atto dell’incomunicabilità, dell’inaffidabilità e dell’incapacità di questa amministrazione. Il sindaco Cambiano è stato sordo ad ogni tentativo di dialogo vero, ad ogni suggerimento. Chiunque si è posto come interlocutore di questa amministrazione, priva di maggioranza consiliare, è stato respinto in malo modo. Ricordiamo tutti i tentativi fatti dagli esponenti delle liste “riprendiamo il cammino” e “Sicilia Futura”. Cambiano mal sopporta l’intero consiglio comunale, non rispetta gli atti d’indirizzo da questo votati, come nella gestione dei rifiuti. Cambiano ha fatto di tutto per provocare la decadenza del consiglio in occasione del voto del bilancio di previsione 2016/2018, fino al punto di far presentare un emendamento strumentale che fingeva di eliminare dai capitoli di bilancio i soldi per le demolizioni che lui stesso aveva inserito. Fino al punto di cacciare l’assessore espressione dei consiglieri di maggioranza che avevano avuto l’ardire di presentarsi in aula e votare il loro bilancio. Cambiano ha formulato accuse pesantissime nei confronti dell’assessore e dei suoi consiglieri salvo un minuto dopo rimangiarsi tutto e reintegrare l’assessore defenestrato.
Aldilà dei proclami nessuna delle emergenze della città è stata affrontata ed avviata a soluzione, in queste condizioni, quale governabilità occorre garantire?
La politica si nutre di sogni e di coraggio ma anche di una buona analisi della realtà che se non viene interpretata correttamente poi porta brutte sorprese. Non rinunciamo al protagonismo ma non sogniamo ad occhi aperti.
Il Segretario Cittadino Pd
Massimo Ingiaimo

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