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Sequestro Scala dei Turchi, il procuratore Patronaggio: “Deve essere bene pubblico” (Ft,vd)

Irene Milisenda

Porto Empedocle

Sequestro Scala dei Turchi, il procuratore Patronaggio: “Deve essere bene pubblico” (Ft,vd)

Pubblicato il Feb 28, 2020
Sequestro Scala dei Turchi, il procuratore Patronaggio: “Deve essere bene pubblico” (Ft,vd)

“La Scala dei Turchi deve essere un bene pubblico e non privato”. Ad affermarlo è il procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio a margine della conferenza stampa convocata questa mattina nella sede della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle dopo il sequestro preventivo di urgenza dell’intero sito a Realmonte avvenuto ieri.

“Un plauso al lavoro svolto dalla Capitaneria di Porto per le indagine certosine che hanno svolto per venire a conoscenza della titolarità del bene. Siamo in attesa della convalida da parte del Gip. Saranno effettuate perizie, ha continuato il Procuratore Patronaggio, per avere un quadro certo sullo status della Scala dei Turchi. A prescindere dalle ulteriori fasi processuali, è un bene di grandissimo valore paesaggistico, storico, archeologico, geologico e che per sua naturale funzione, deve essere gestito da un ente pubblico”.

A seguito delle attività di indagine svolte dalla Capitaneria di Porto di Porto Empedocle, Sciabbarrà Ferdinando, individuato quale proprietario del sito nelle visure catastali, le quali tuttavia non sono titoli costitutivi della proprietà, è stato iscritto nel registro degli indagati per occupazione di suolo pubblico, danneggiamento al patrimonio archeologico, storico e artistico nazionale.

L’indagine, ha dichiarato il Comandante Gennaro Fusco, si è rilevata estremamente complessa e solo grazie all’acume investigativo dei militari della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle, che hanno svolto accurate indagini presso gli uffici amministrativi coinvolti, siamo venuti alla conclusione che il soggetto in questione non era in realtà il titolare del bene, o meglio, continua il comandante Fusco, le pretese del privato erano basate solamente su documenti dichiarativi e non costitutivi della proprietà, questo significa che la base su cui poggiavano questi documenti non era una base certa. Siamo andati a ritroso nel tempo, con documenti ante guerra, tale da poter dire con certezza che il bene è pubblico. Solo un custode pubblico può porre in essere idonee misure volte a salvaguardare l’incolumità della popolazione e dei turisti e può stabilire una ordinata fruizione al pubblico e, infatti, ha concluso il Comandante Fusco, la custodia del sito Scala dei Turchi è stata affidata al dirigente della struttura territoriale dell’Ambiente di Agrigento-Caltanissetta della Regione Siciliana e al sovrintendente ai Beni culturali ed ambientali di Agrigento”.

L’intervista al Comandante Gennaro Fusco post conferenza stampa
Le immagini del sequestro

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