Blitz Montagna, prime scarcerazione: liberi l’imprenditore Mangiapane ed il medico Reina
Arriva la prima scarcerazione nell’ambito della maxi operazione antimafia – condotta dai carabinieri lo scorso 22 gennaio – denominata “Montagna” e che ha portato all’arresto di 56 persone smantellando – di fatto – tre mandamenti mafiosi e 16 famiglie in provincia di Agrigento. Il Tribunale del Riesame ha annullato, dunque, la misura cautelare nei confronti […]
Arriva la prima scarcerazione nell’ambito della maxi operazione antimafia – condotta dai carabinieri lo scorso 22 gennaio – denominata “Montagna” e che ha portato all’arresto di 56 persone smantellando – di fatto – tre mandamenti mafiosi e 16 famiglie in provincia di Agrigento.
Il Tribunale del Riesame ha annullato, dunque, la misura cautelare nei confronti di Vincenzo Mangiapane (cl 54), difeso dagli avvocati Gugino e Giracello, considerato dagli inquirenti come uno dei triumviri a capo della famiglia mafiosa di Cammarata e San Giovanni Gemini. Mangiapane, che è titolare di un panificio e di un’azienda agricola, era stato arrestato il 22 gennaio con l’accusa di associazione mafiosa. I legali hanno messo in dubbio alcune circostanze e accuse rivolte allo stesso Mangiapane: diverse, infatti, le intercettazioni che lo riguardano – come quella con Calogerino Giambrone – ma anche la presunta presenza ad un summit tenutosi a Vallelunga in compagnia di altri esponenti di vertice di Cosa Nostra come Giovanni Guttuso e Giuseppe Luciano Spoto.
“Si deduce la sua partecipazione al summit – affermano gli avvocati – per il fatto che la cella telefonica si sia agganciata in una zona vicina ma la cella comprende un’area vastissima di una ventina di chilometri. Non ci sono elementi indiziari così forti nei suoi confronti”. Intanto anche Santo Sabella, il sindaco di San Biagio Platani finito in manette nella stessa retata per concorso esterno in associazione mafiosa, attraverso i suoi legali Nino e Vincenza Gaziano ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame. Secondo gli inquirenti Sabella avrebbe concordato alcune candidature con esponenti mafiosi. Dell’ex primo cittadino parla anche l’ultimo pentito della mafia agrigentina, Giuseppe Quaranta.
E stamani il Tribunale del riesame di Palermo ha anche annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal Gip distrettuale, nei confronti del medico pediatra Pietro Stefano Reina di Cammarata, accusato di scambio elettorale politico-mafioso art. 416 ter c.p. (procedimento penale denominato “Montagna”.
Il dott. Reina è difeso dagli avvocati Fiorello e Pinella.







