Favara

Favara, la lunga estate calda di Gerlando Russotto, in carcere accusato dal cognato, aspetta la decisione del Riesame

E’ stato arrestato nei giorni scorsi e domani presenterà, attraverso il suo legale, l’avvocato Cusumano, istanza di revoca della misura cautelare che l’ha colpito, Gerlando Russotto, 29 anni, di Favara. L’uomo è finito in manette per mano della Squadra Mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi, in esecuzione di una ordinanza di misura cautelare del gip […]

Pubblicato 8 anni fa

E’ stato arrestato nei giorni scorsi e domani presenterà, attraverso il suo legale, l’avvocato Cusumano, istanza di revoca della misura cautelare che l’ha colpito, Gerlando Russotto, 29 anni, di Favara.

L’uomo è finito in manette per mano della Squadra Mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi, in esecuzione di una ordinanza di misura cautelare del gip Francesco Provenzano, su richiesta del procuratore aggiunto Salvatore Vella.

La richiesta riguarda l’attenuazione della misura cautelare dal carcere agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. Insieme a Russotto è finito in manette anche il cognato, Mario Rizzo, 32 anni, già in carcere per altra causa. I due sono ritenuti dagli investigatori responsabili di avere partecipato al tentato omicidio di Saverio Sacco, avvenuto nell’aprile del 2017, nonchè di detenzione illegale di armi clandestine. Il reato contestato inizialmente è stato derubricato in lesioni colpose aggravate.

A Russotto si contesta anche la ricettazione di un fucile a pompa risultato oggetto di furto ai danni della polizia provinciale di Agrigento.

A Rizzo, invece, anche l’introduzione di armi clandestine nel territorio dello Stato.

Russotto avrebbe detto davanti al Gip Provenzano che è stato incastrato dal cognato, Mario Rizzo, con le sue dichiarazioni, perchè tra i due non correrebbe buon sangue. Rizzo ha deciso di collaborare con la giustizia parlando dei fatti avvenuti in Belgio.

Per il pentito, i due cognati avrebbero partecipato al tentato omicidio avvenuto in Grace-Hollogne (Belgio) ai danni di Saverio Sacco, in correità con Salvatore Prestia, 38 anni, di Porto Empedocle, soggetto già arrestato, sempre dalla Squadra mobile di Agrigento, il 15 luglio 2017, in esecuzione di un mandato di arresto europeo, emesso dalle autorità belghe per il medesimo fatto reato.

“Mi ha incastrato lui – ha affermato – non so nulla di armi e del ferimento del ristoratore a Liegi (che peraltro è anche mio parente). Io a Liegi sono stato solo per lavoro e non ho mai sparato ad alcuno. Mio cognato mi odia perché non ho mai approvato la sua relazione con mia sorella. Questo lo sanno tutti. E così si è vendicato.  Ed ha anche altri motivi di rancore per incastrarmi. E’ convinto che a farlo arrestare l’ultima volta sia stato io. Le armi trovate nell’androne del mio palazzo? Le ha messe lui. Aveva la disponibilità di tutto e libero accesso. Abitava con noi”.

 

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