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“Tutto per la vittoria politica di un territorio”

Intervista di Diego Romeo all’on. Lillo Pisano

Pubblicato 3 settimane fa

Ancora dopo due anni  dalle elezioni comunali la città si interroga su quali potrebbero essere i benefici apportati da quella strana alleanza elettorale che vedeva insieme “vecchie vittime e antichi carnefici” uniti nel preparare la nuova gestione amministrativa di Agrigento. A molti sembrò anche una forma di disgustosa “trattativa”.

“Secondo me il cambio di rotta c’è stato perché con la nuova amministrazione sostenuta dalla compagine politica, la città, che certamente non godeva di una situazione meravigliosa ha iniziato a programmare e dopo due anni registriamo la designazione a città della cultura. Se non si fosse fatto un lavoro di organizzazione della città, sul turismo, sugli aspetti culturali, staremmo peggio”.

Affiora anche qualche negatività ultradecennale, per esempio i turisti che scappano dal centro storico…

“Questa fuga dei turisti mi pare un po’ troppo enfatizzata, in due anni non è che poteva diventare la migliore città e poi con un sistema di spazzatura in cui si è ritrovato il sindaco, tanto che oggi  sta  ricorrendo ai ripari. Naturalmente il nuovo servizio restituirà il netturbino di quartiere che fino a pochi anni fa funzionava”.

A Pnrr il Comune come sta?

“Devo dire che sta bene, tra l’altro io sono segretario della commissione Pnrr e insieme a sindaco, assessore Principato, abbiamo intessuto rapporti con Enti e Ministeri,  siamo andati a Roma a portare  i progetti. Molti di questi sono pronti insieme ai bandi”.

Nelle scorse settimane ad Agrigento  ci sono stati due importanti incontri uno su mafia e anatema di Giovanni Paolo II e l’altro sulle infrastrutture con il ministro Salvini. Troppa retorica per una mafia che se ne frega degli anatemi papali e come tutti i poteri si crea il suo “Dio è con noi” come fa il russo ortodosso Kiril ben lontano dal Dio di Papa Bergoglio. Troppe le promesse di Salvini ma accanto a lui c’erano illustri funzionari comunali che facevano tappezzeria e nessuno ha ricordato al Ministro dell’aeroporto mancato e di tutti gli accordi programmatici Stato-Regione e soprattutto  di quella legge “111 del 1971” che istituiva l’aeroporto. Legge  rimasta inapplicata.  Superfluo ricordare l’interesse da lei manifestato in altra sede per una ripresa dell’iter riguardante l’aeroporto.

Salvini credo sia stato leale nei confronti degli agrigentini e anche  il presidente dell’Enac. Il ministro ha detto che se ci sono le condizioni nel piano nazionale degli aeroporti potrà inserire il progetto. Come sa e ha ricordato, io ci credo a questa infrastruttura e insieme al comune abbiamo stilato una relazione dettagliata facendo notare la penuria viaria e ferroviaria e quindi il bisogno di un salto di qualità dove imprenditori e comunità agrigentina facciano la loro parte. Gran parte del lavoro votato dalla Camera dei deputati era attinente a tutte le altre opere collegate e attinenti al ponte sullo Stretto come la velocizzazione della Messina- Palermo.

Siamo condannati ad una ineludibile, voluta o non voluta, presenza della mafia. Cardinali, Prefetti e Procuratori ci hanno ben delineato questa presenza. In che modo la sua parte politica ne vorrà  prendere atto?

La mafia si combatte anche alzando il livello culturale e con una economia libera e aperta. La mafia esiste ed è sempre forte, però non bisogna indietreggiare di un centimetro, occorre denunciare le cose che no vanno bene. E’ una lotta giorno dopo giorno”.

C’è una triade importante ad Agrigento, formata da Comune, Parco archeologico e Soprintendenza. Potrebbero andare meglio d’accordo visto l’eredità di cui siamo circondati?

“Devono lavorare in sinergia, uno non può fare a meno dell’altro. Le discordanze bloccano la città e tra loro devono trovare le regole per un comune metodo di lavoro”.

Lei si pone il problema di un maggiore  controllo dell’Anas? Il ritardo sulle strade in costruzione è diventato francamente osceno.

“L’Anas va seriamente stimolata giorno dopo giorno. L’Agrigento-Palermo manifesta grosse difficoltà nel completamento mentre  sull’Agrigento-Caltanissetta fra qualche mese sarà completata finalmente l’ultima galleria. Tornando all’aeroporto,  Agrigento merita questa infrastruttura e non saranno solo  gli altri ad aiutarci ma dovremo aiutarci noi col nostro scatto d’orgoglio”.

Ovviamente lei deve molto ai suoi elettori agrigentini, oltre a seguire l’iter dell’aeroporto cosa si propone per il futuro?

Mi propongo di far raggiungere a questa città un alto livello economico, che esca dalla crisi in cui versa tutt’oggi e dare un contributo affinchè Agrigento abbia una maggiore prospettiva turistica e infrastrutturale. Io ci metterò la faccia ma il mio auspicio è rivolto anche a tutte le altre deputazioni perché l’unione fa la forza. Tutto per la vittoria politica di un territorio”.

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