Sicilia

Crisi, una moneta siciliana per combatterla

Una moneta complementare all’euro per fare uscire dalle secche la Sicilia, spingere i consumi e sostenere l’impiego almeno fino a quando non si raggiungera’ la piena occupazione, poi la funzione del ‘tari” cessera’ per calmierare l’inflazione, ma a quel punto l’isola diventera’ “la tigre del Mediterraneo’. E’ uno dei punti del programma di ‘Siciliani liberi’, […]

Pubblicato 9 anni fa

Una moneta complementare all’euro per fare uscire dalle secche la Sicilia, spingere i consumi e sostenere l’impiego almeno fino a quando non si raggiungera’ la piena occupazione, poi la funzione del ‘tari” cessera’ per calmierare l’inflazione, ma a quel punto l’isola diventera’ “la tigre del Mediterraneo’. E’ uno dei punti del programma di ‘Siciliani liberi’, il movimento che sostiene come candidato alla presidenza della Regione siciliana l’avvocato Roberto La Rosa. La Sicilia sarebbe la prima Regione a immettere la moneta complementare, esperienze simili esistono in Svizzera e anche in Sardegna ma non coinvolgono le istituzioni pubbliche. Il progetto e’ sostenuto dal fondatore del movimento ‘Siciliani liberi’ il prof. Massimo Costa, che insegna economia all’Universita’ di PALERMO, in contatto con altri studiosi come Sylos Labini e Biagio Bossone che sta sperimentando la moneta complementare a San Marino. “Il funzionamento e’ semplice: si tratta di un titolo incorporato in una card che viene erogato sotto forma di credito fiscale – spiega il prof. Costa – Il titolo puo’ essere usato all’interno di un circuito fatto di imprenditori, commercianti, grandi magazzini. In questo modo la Regione immette ‘liquidita” a costo zero nel sistema senza violare i trattati europei e aumentando la capacita’ di spesa e il potere d’acquisto dei cittadini con un impatto sui consumi ma soprattutto sull’occupazione. In questo modo accompagniamo la crescita fino alla piena occupazione, poi la funzione della moneta cessera’ per evitare l’aumento dell’inflazione”. La moneta complementare nel progetto dei ‘Siciliani liberi’ servira’ a finanziare buona parte del reddito di sostegno, altra idea inserita nella Zes, previsto per alcune categorie, come studenti universitari e casalinghe. “Ipotizziamo – dice Costa – di erogare 400 euro, 300 sotto forma di credito fiscale”. Per realizzarlo, l’economista parla di una legge-voto da varare in Assemblea da sottoporre poi ai due rami del Parlamento e ritiene che l’Ue non potrebbe che avallare il progetto “perche’ esistono gia’ iniziative di fiscalita’ di vantaggio in aree insulari europee, come le Canarie, le Azzorre e le isole dell’Egeo. Per gestire l’emissione della moneta si pensa al dipartimento del Tesoro, all’Irfis o comunque ad un’authority”. “Il nostro e’ un progetto che vogliamo condividere con altre forze politiche penso al M5s ma anche al centrosinistra o al centrodestra, ci sono alcuni imprenditori che hanno mostrato interesse – afferma il prof. Costa – Siamo coscienti che ci saranno delle resistenze, per esempio da parte del sistema bancario, in quanto la distribuzione della moneta fiscale ridurra’ le richieste di credito”. Il movimento Sl prevede anche la creazione di un’Agenzia delle Entrate siciliana, sulla base di quanto prevede lo statuto autonomo. “E’ un’operazione da 10 miliardi di euro – afferma il prof. Costa – Certo, e’ necessario un accordo con lo Stato che si ritroverebbe a incassare 10 mld in meno e quindi serve definire un ‘patto’. Ma la regionalizzazione dell’Agenzia ci consentirebbe di ridurre per esempio l’Iva e l’Irpef. La Sicilia diventerebbe la tigre del Mediterraneo”.

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