Alla Valle dei templi torna il festival “Arcosoli jazz”

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Agrigento

Alla Valle dei templi torna il festival “Arcosoli jazz”

di Redazione
Pubblicato il Ago 22, 2019
Alla Valle dei templi torna il festival “Arcosoli jazz”

Sette concerti in tre serate ad alto contenuto jazzistico. Alla Valle dei Templi di Agrigento ritorna per l’ottava edizione, il festival Arcosoli Jazz, promosso dal Parco, in collaborazione con l’associazione I Formidabili. Sotto il Tempio di Giunone, da domani sera (23 agosto) a domenica, un piccolo ma intenso cartellone che schiera sei gruppi e un recital solistico, fortemente voluto dal direttore del Parco, Roberto Sciarratta.

Si inizia domani sera alle 21 con il quartetto capitanato dal chitarrista e compositore Fabrizio Brusca che presenterà in anteprima il suo primo CD da solista: suoi pezzi scritti tra il 2004 e il 2018, ispirati alla tradizione jazzistica americana. Nel CD anche “Sco Field”, walking ballad, firmata da Milton Nascimento e dedicata al famoso chitarrista jazz americano Clube Da Esquina. A ruota, la stessa sera, ecco il quartetto capitanato dal pianista Francesco Patti e dal chitarrista Marco Grillo con un programma Jazz Moods che pesca dalle differenti esperienze dei due musicisti. 

Sabato sera, tre diverse session: apre alle 19 il trombettista e flicornista messinese Carmelo Salemi con un progetto che tenta di rileggere la letteratura musicale di un grande genio come Chet Baker. Secondo recital della serata, quello del bassista, arrangiatore e compositore siciliano, Giuseppe Campisi, che propone un suo progetto, A Traveler Point of View, nato ad Amsterdam dall’incontro con alcuni tra i musicisti più interessanti della nuova generazione del jazz europeo, provenienti da Spagna, Portogallo, Danimarca e Corea del Sud. Tra improvvisazioni e nuovi linguaggi, la band mette sul piatto un approccio originale e per nulla scontato, abbracciando anche generi diversi tra loro come rock e classica. Chiuderà questa seconda serata di Arcosoli JAZZ, un quartetto che mette insieme alcuni tra i più interessanti musicisti di ultima generazione: UNITY 4 vanta un repertorio che si srotola dagli standard alle composizioni originali, ispirandosi all’hard bop anni ‘60 e attingendo dal repertorio di Kenny Dohram e Joe Henderson. Sul palco, Alessandro Presti, Orazio Maugeri, Giulio Campagnolo ed Enzo Carpentieri. Domenica, l’ultima serata: alle 21 si inizia con il trio del batterista Francesco Cusa, che denuncia la sua voglia di avviare composizioni istantanee, minimali, veloci come schegge, insomma un modo di mettersi alla prova. Chiuderà il festival, alle 22, Paolo Angeli, solitario chitarrista sardo che è anche polistrumentista: diciotto corde, martelletti, eliche, molle, output separati per ogni corda, oggetti rubati dal quotidiano, ogni chitarra di Angeli è un’intera orchestra, una scoperta e ogni sua performance è vissuta attraverso la pratica dell’improvvisazione libera.

Il biglietto costa 5 euro e si acquista direttamente al botteghino all’ingresso Tempio di Giunone a partire da un’ora prima dell’inizio. Info e prenotazioni: 324 950 36 12.

 


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