Elezioni Agrigento e Ribera: il PD si affida a un Comitato regionale per sciogliere i nodi
Il partito vuole superare la situazione di crisi attuale e chiudere gli scontri finiti anche sulla stampa in vista del voto
Non chiamatelo “commissariamento”. Per i vertici del Partito Democratico, la creazione di un organismo regionale dedicato alla gestione delle prossime amministrative ad Agrigento e Ribera è un “intervento diretto a supporto”. Una distinzione semantica che serve a rasserenare gli animi dopo settimane di tensioni interne altissime, lungo un percorso verso il voto apparso finora decisamente accidentato.
La decisione è maturata martedì sera a Palermo, durante un summit che ha visto protagonisti i vertici regionali e provinciali del partito insieme alla deputazione. L’obiettivo dichiarato è fare chiarezza dopo gli scontri frontali tra le diverse correnti del PD. Al centro della disputa, il sospetto di boicottaggi ai danni del giornalista Nuccio Dispenza per favorire il ritorno in campo dell’ex sindaco Lillo Firetto.
A spingere per una soluzione unitaria sono stati, in particolare, la deputata Giovanna Iacono e il segretario provinciale Francesco Cacciatore, fermi nel rifiutare candidature “preconfezionate” calate dall’alto e intenzionati a riportare il dibattito all’interno delle sedi di partito.
Superate le frizioni interne, la sfida si sposta ora sul piano delle coalizioni. Il PD punta a un nome di sintesi che unisca non solo il partito, ma l’intera area progressista. La bussola rimane orientata verso l’alleanza con il Movimento 5 Stelle e Italia dei Valori, ma l’incognita resta legata alla capacità delle forze di Renzi e Conte di presentare liste competitive e un candidato sindaco condiviso a livello locale.
In questo scacchiere, la posizione di Dispenza è mutata: da “percorso certo” a “uno dei nomi sul tavolo”. Il diretto interessato, tuttavia, mantiene un approccio pragmatico, dichiarandosi disponibile sia per la corsa alla poltrona di primo cittadino, sia per un ruolo di supporto meno esposto.
A complicare ulteriormente il quadro è il ruolo di Controcorrente, il movimento di Ismaele La Vardera. Dopo la rottura con Italia Viva e l’allontanamento dal “campo largo” siciliano, il partito sembra intenzionato a correre in autonomia (o quasi), ventilando la candidatura a sindaco dell’ex deputato M5S Michele Sodano. Resta da capire se tale ipotesi troverà una reale sostenibilità elettorale o se si esaurirà tra schermaglie social e scuole per consiglieri comunali.





