Giudiziaria

Ennesimo colpo di scena nel processo “Borgo Scala dei turchi”: esposto contro il Pm

L’udienza preliminare, del processo noto con il nome di processo “Borgo Scala dei turchi”, ormai quasi al termine, regala nuove sorprese. Gli imputati sono: l’ex sindaco di Realmonte Giuseppe Farruggia, il fratello Giuseppe (difesi dall’avv. Enrico Quattrocchi), progettista il primo e direttore dei lavori il secondo; gli imprenditori Gaetano Caristia e Sebastiano Comparato di Siracusa […]

Pubblicato 8 anni fa

L’udienza preliminare, del processo noto con il nome di processo “Borgo Scala dei turchi”, ormai quasi al termine, regala nuove sorprese. Gli imputati sono: l’ex sindaco di Realmonte Giuseppe Farruggia, il fratello Giuseppe (difesi dall’avv. Enrico Quattrocchi), progettista il primo e direttore dei lavori il secondo; gli imprenditori Gaetano Caristia e Sebastiano Comparato di Siracusa della Comaer edilizia (difesi dagli avv.ti Luigi Restivo e Giusy Scavuzzo); i tecnici dell’impresa Giovanni Barraco e Daniele Manfredi (difesi dagli avvocati Restivo e Antonino Sammartano); i funzionari del Comune di Realmonte Cristoforo Sorrentino (difeso dall’avv. Leonardo Marino) estensore del parere istruttorio della lottizzazione e Giuseppe Vella (difeso dall’avv. Giuseppe Scozzari) dirigente dell’ufficio tecnico; dei funzionari della Soprintendenza Antonino Terrana (difeso dall’avv. Scozzari), già dirigente del Servizio beni paesaggistici; Vincenzo Caruso (difeso dall’avv. Gaetano Caponnetto), Calogero Carbone (difeso dall’avv. Alessandro Patti) e Agostino Friscia difeso dall’avv. Sergio Indelicato, funzionari a vario titolo coinvolti per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche.

Aperta l’udienza infatti il Pm, Antonella Pandolfi, ha depositato due nuovi verbale di sommarie informazioni testimoniali rese dall’attuale segretario del Consiglio regionale dell’Urbanistica, arch. Spataro e dal segretario arch. Longo che prese parte alle sedute dell’organismo del 2014 e ciò al fine di chiedere al Gup Provenzano di rivedere la sua decisione, assunta all’ultima udienza del 25 gennaio, sull’incompatibilità del prof. Paolo La Greca – perito del Giudice e già indagato per falsa perizia dalla Procura – e sulla validità dell’accertamento tecnico disposto dal collegio peritale.

L’accusa nei confronti del prof. La Greca da parte della Procura è quella di essersi già espresso negativamente, in sede di Consiglio regionale dell’Urbanistica, sul Piano di lottizzazione della Comaer e dunque di non aver manifestato, all’atto dell’incarico la sua incompatibilità al Gup Provenzano.

Di diverso avviso i difensori dei 12 indagati che hanno sottolineato come anche questo ulteriore verbale nulla aggiunge alle circostanze già approfondite nell’ultima udienza.

Il Gup Provenzano, confermando la sua precedente ordinanza, ha acquisito i verbali di sit ma ha anche deciso di andare avanti.

L’udienza è così proseguita con l’audizione del prof. Giuseppe Gangemi, consulente di parte degli indagati Caristia e Comparato e docente di Urbanistica presso l’Università di Palermo il quale – dal suo punto di vista – ha smontato punto per punto non solo le accuse della Procura ma anche le residue contestazioni del collegio peritale sulla distanza degli edifici dalla battigia; sulla presunta presenza di sbancamenti e terrazzamenti e sull’altezza degli edifici.

 

Gangemi ha spiegato come l’accertamento disposto dai tre periti nominati dal Gup (La Greca, D’Amore e Meli) con riferimento al calcolo della fascia di battigia fosse metodologicamente poco corretto e che le sovrapposizioni cartografiche operate dai periti, possano determinare significativi errori che, riportati in scala, danno luogo a differenze di parecchi metri.

Con riferimento alla presenza di presunti eccessivi sbancamenti il prof. Gangemi ha stigmatizzato le considerazioni dei periti del Giudice poiché ove questi ultimi avessero verificato le relazioni geologiche e geotecniche ed i pareri resi dal Genio civile di Agrigento avrebbero potuto rendersi conto che gli edifici sono stati realizzati seguendo proprio quelle prescrizioni la cui violazione avrebbe dato luogo ad un reato penale.

Ed infine con riferimento alle altezze ha dimostrato come gli edifici rispettassero le altezze indicate negli elaborati progettuali e imposte dal regolamento edilizio del Comune di Realmonte: anche in questo caso il mancato rispetto di tali prescrizioni avrebbe inciso sull’abitabilità degli immobili.

Il Pm ha chiesto di poter contro-esaminare il prof. Gangemi ed il Giudice ha rinviato all’udienza del 16.02.2018.

Intanto Gaetano Caristia, legale rappresentante della Comaer ha presentato un esposto disciplinare al Csm (già depositato presso la Procura della Repubblica di Agrigento) nei confronti del Pm, Antonella Pandolfi, accusata di aver violato, durante la fase delle indagini preliminari e nel corso delle udienze innanzi al Gup, doveri di imparzialità, correttezza, diligenza, riserbo ed equilibrio e rispetto della dignità delle persone.

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