“Eventopoli” si allarga a macchia d’olio: l’inchiesta della Procura punta anche su altre manifestazioni
Anche un altro assessore della giunta Micciché sotto intercettazione: per i magistrati esisteva un "sistema associativo clientelare"
Un “sistema associativo clientelare” legato a doppio mandato alla politica e impegnato in modo quasi militare per gestire tutti gli eventi di maggior richiamo – e quindi più economicamente interessanti – di Agrigento. Potrebbe avere risultanze molto più ampie di quanto finora trapelato sulla stampa il lavoro condotto dalla Procura della Repubblica e dal procuratore Giovanni Di Leo, che ha chiesto l’arresto del deputato Lillo Pisano nel contesto dell’inchiesta ribattezzata “Eventopoli”. Tutto emerge dalle centinaia di pagine di atti allegate alla richiesta di arresto del parlamentare, che Grandangolo ha avuto modo di consultare. Un’indagine poderosa e ramificata che potrebbe portare a sorprese importanti già nei prossimi mesi.
Il “sistema” sarebbe infatti molto più ramificato e andrebbe ben oltre il presunto controllo del parlamentare agrigentino e del suo cerchio magico. Le indagini, che hanno visto l’utilizzo di sistemi di intercettazione (telefonici e ambientali) su un altro assessore della giunta di Franco Micciché, oltre al solo Costantino Ciulla – già coinvolto nel primo troncone – si sono allargate anche alle ultime edizioni di una delle feste più note ad Agrigento, cioè il Mandorlo in Fiore. Anche qui sotto la lente della Procura sono finiti affidamenti per spettacoli, servizi e attività varie. Anche qui, tra i riscontri, le denunce di soggetti che si sono trovati o coinvolti loro malgrado nel “sistema” o che lo hanno denunciato ai magistrati.
Proprio l’inchiesta principale, non avrebbe visto solo la collaborazione di un ex sodale di Pisano, l’autista-tuttofare Migliaccio, ma di almeno altre tre persone, ascoltate dai magistrati lungamente per ricostruire il “sistema” di gestione e distribuzione dei fondi per eventi e iniziative che a volte andava oltre la semplice appartenenza politica, parlando un linguaggio comune e universale: quello dei soldi.





