Gestivano il monopolio della droga nel siracusano: sei arresti
Gli arrestati, di età compresa tra i 32 e i 46 anni, tra cui una donna, sono ritenuti gravemente indiziati di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Questa mattina a Siracusa, Catania e Civitavecchia, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania che ha coordinato le indagini, i Carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa, coadiuvati in fase esecutiva dai Carabinieri della Compagnia di Catania Fontanarossa, hanno arrestato sei persone in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania.
Gli arrestati, di età compresa tra i 32 e i 46 anni, tra cui una donna – ferma restando la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna – sono ritenuti gravemente indiziati di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’ordinanza è stata notificata a due degli indagati presso le case circondariali di Siracusa e Civitavecchia, dove sono ristretti per altra causa.
I soggetti raggiunti dalla misura cautelare della custodia in carcere sono SCIRE’ Simone e PICCIONE Giovanni; agli arresti domiciliari vanno PRIVITERA Fabio, CARBE’ Paolo, BRAMANTE Nardina, e ZITO Flavio.
L’operazione odierna si inserisce in una più ampia attività d’indagine che, il 10 dicembre 2025, ha già portato all’arresto di 11 persone appartenenti ad un gruppo criminale attivo ed operante nel siracusano che gradualmente aveva acquisito il monopolio del traffico di sostanze stupefacenti in città, in particolare in un quartiere attiguo alla locale stazione ferroviaria, e al sequestro di beni mobili e immobili, per un valore complessivo di oltre 500.000mila euro.
Sulla richiesta di applicazione della misura cautelare a carico degli odierni sei arrestati, il G.I.P. si era riservato di decidere a seguito dell’interrogatorio preventivo degli indagati, alcuni dei quali ritenuti il canale di approvvigionamento dell’organizzazione e altri spacciatori al servizio del sodalizio: per due di essi è stata disposta la custodia cautelare in carcere mentre gli altri quattro sono stati sottoposti agli arresti domiciliari






