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Gioco pubblico tra economia e società, ecco tutti i dati italiani

I giochi ogni anno immettono nelle casse erariali oltre 11 miliardi e 220 milioni di euro a titolo di prelievo erariale e imposta unica

Pubblicato 1 mese fa

Se si va a curiosare nel bilancio dell’erario dello Stato e si guarda alla voce accise e monopoli, si scoprirà che subito dietro alle dogane, ai prodotti energetici (benzina in primis) e ai tabacchi, c’è un altro settore ad essere fondamentale. È quello dei giochi, che ogni anno immettono nelle casse erariali oltre 11 miliardi e 220 milioni di euro a titolo di prelievo erariale e imposta unica.

Un peso sempre più grande quello del gambling, in crescita del 33% rispetto al 2021. A riferirlo sono i dati del Libro Blu 2022 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, al cui interno si può leggere lo stato di salute del gioco d’azzardo pubblico e legale italiano. La raccolta infatti è in un trend di crescita costante ed è passata dagli 88 miliardi e 254 milioni del 2020 agli oltre 136 miliardi del 2022.

A trainare il settore è ancora il gioco a distanza, che con 73 miliardi di euro distanzia di oltre 11 miliardi la filiera tradizionale. Merito soprattutto delle slot machine online, segmento trainante dei casinò del web, che grazie alla loro tecnologia mobile friendly sono accessibili a chiunque, in qualsiasi momento. Comodità e tecnologia, insieme a un’offerta sempre più vasta in termini di giochi e di soluzioni, che si è materializzata attraverso la diffusione capillare di slot machine online gratuite sia su siti di settore che sulle medesime piattaforme di gioco autorizzate. Tutto ciò, ha contribuito all’ascesa del settore e ha permesso di delineare un nuovo tipo di pubblico, sempre più giovane.

Oltre all’economia è infatti interessante capire chi è il giocatore medio italiano e soprattutto quali sono le abitudini gioco degli italiani. A rispondere, in questo senso, è una  recente ricerca di Nomisma, che ha dedicato un approfondimento soprattutto al pubblico giovane, chiedendo quale fosse la motivazione che li spinge a giocare. Il 39% riferisce di farlo per curiosità, davanti al 21% che guarda invece al divertimento e alla compagnia, mentre il 18% ammette di farlo nella speranza di vincere denaro. Un dato, questo, su cui è bene soffermarsi dato che il gambling deve essere sempre inteso come un gioco e un passatempo e non un modo per guadagnare in maniera sicura, stabile e costante.

Grafico gioco d'azzardo
Grafico gioco d’azzardo

“Nei giovani – ha spiegato Silvia Zucconi, Responsabile Market Intelligence Nomisma – fra i fattori che influenzano la propensione al gioco non c’è solo il profilo socio-demografico (genere, area geografica di residenza, tipo di scuola frequentata), ma anche le caratteristiche del contesto familiare e del gruppo dei pari frequentato, così come il rendimento scolastico”. E tra i meno giovani, invece? In quella che viene definita silver age, ovvero gli over 65, la filiera più interessata è ovviamente quella dei luoghi fisici, con solo il 3% degli anziani che gioca online. Sono, poi, soprattutto uomini (31% contro il 21%) e soprattutto del sud (28% contro il 25% del Nord Italia). Ad essere apprezzato è soprattutto il Gratta e Vinci, davanti ai giochi numerici a totalizzatore e al Lotto. Per una filiera che cresce, sia nel digitale che nella parte terrestre.

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