Palermo

Ha cercato di sedare le fiamme che lambivano la sua abitazione: morto il 26enne Salvatore Giglia

Il giovane aveva cercato di fronteggiare le fiamme che stavano danneggiando la sua campagna e la sua villetta.

Pubblicato 21 ore fa

E’ morto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo Salvatore Giglia, il 26enne di Ciminna, che sabato scorso mentre cercava di sedare le fiamme che lambivano la sua abitazione era rimasto gravemente ferito. Nel devastante incendio che ha colpito il paese dell’entroterra, quasi al confine con la provincia di Agrigento, e’ rimasto ferito anche il padre del giovane, pure lui impegnato a cercare di arginare il fuoco che, appiccato con ogni probabilita’ da incendiari, si era rapidamente propagato a causa del forte vento di scirocco che due giorni fa soffiava sul Palermitano.

Ad annunciare la scomparsa è stato il sindaco di Ciminna, Vito Barone, che ha affidato ai social un messaggio commosso rivolto alla famiglia del ragazzo: “È volato in cielo un Angelo, un dolore immenso. La nostra comunità è oggi profondamente colpita dalla prematura scomparsa di Salvatore Giglia, giovane di appena 26 anni. Di fronte a una perdita così dolorosa e ingiusta, le parole sembrano non essere sufficienti. È difficile accettare che una vita così giovane, con ancora tanti sogni, progetti e speranze davanti a sé, sia stata spezzata così presto.” Il primo cittadino ha voluto esprimere, a nome dell’intera comunità, “la più sincera vicinanza alla famiglia, agli amici e a tutte le persone che gli hanno voluto bene e che oggi ne piangono la scomparsa.” Il Comune di Ciminna proclamerà il lutto cittadino in occasione delle esequie di Giglia. Non sono ancora state rese note la data e l’ora della cerimonia funebre.

IL CORDOGLIO DEL PRESIDENTE SCHIFANI:

“La morte di Salvatore Giglia, a soli 26 anni, colpisce profondamente tutti noi. Ha perso la vita mentre cercava di difendere la sua terra e la sua casa dalle fiamme. Alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutta la comunità di Ciminna esprimo la mia vicinanza e il più sincero cordoglio di tutti i siciliani. Al dolore si aggiunge una rabbia profonda. Se sarà accertata la natura dolosa dell’incendio, i responsabili dovranno essere individuati e puniti con la massima severità prevista dalla legge. Chi appicca un incendio non compie una bravata: mette deliberatamente a rischio vite umane, distrugge territori, minaccia case e comunità intere. Di fronte a comportamenti di questa gravità non possono esserci attenuanti, indulgenze o esitazioni. Servono pene esemplari, controlli serrati e un’azione dello Stato inflessibile contro chi usa il fuoco come strumento di devastazione e di morte.”

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