Il Cga dà ragione a una cittadina: il Piano Paesaggistico non blocca gli accessi privati
In una recente sentenza che segna un punto importante per il diritto di proprietà in aree vincolate, il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha annullato il diniego della Soprintendenza di Agrigento riguardo alla realizzazione di un accesso carrabile in un immobile a Siculiana. La decisione chiarisce un principio fondamentale: le tutele ambientali […]
In una recente sentenza che segna un punto importante per il diritto di proprietà in aree vincolate, il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha annullato il diniego della Soprintendenza di Agrigento riguardo alla realizzazione di un accesso carrabile in un immobile a Siculiana. La decisione chiarisce un principio fondamentale: le tutele ambientali non possono spingersi fino a negare l’accessibilità minima a una proprietà privata.
Il caso ha avuto origine quando la proprietaria di un immobile residenziale ha richiesto il nulla osta paesaggistico per creare un breve percorso carrabile all’interno della propria area. L’intervento era necessario per collegare l’abitazione alla strada pubblica, dato che l’immobile risultava altrimenti privo di collegamenti percorribili. Tuttavia, la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento aveva opposto un netto rifiuto. Secondo l’ente, l’opera contrastava con il Piano Paesaggistico della Provincia di Agrigento, che vieta la realizzazione di nuove strade e movimenti di terra in zone ad alto livello di tutela.
La proprietaria, assistita dagli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò, ha impugnato il provvedimento sostenendo che la Soprintendenza avesse interpretato le norme in modo errato. Secondo la difesa, i divieti del Piano Paesaggistico riguardano le infrastrutture pubbliche e non i semplici accessi privati interni, se realizzati con modalità non impattanti.
Con la sentenza del 26 gennaio, il Cga ha accolto integralmente queste tesi. I giudici hanno stabilito che il divieto di “nuove strade” nel Piano Paesaggistico va riferito a strade pubbliche o aperte al pubblico. Tali norme non precludono la realizzazione di percorsi privati destinati esclusivamente al proprietario. Le opere devono comunque essere realizzate con modalità che non impattino sul profilo paesaggistico.
Oltre all’annullamento del diniego, la sentenza comporta che la Soprintendenza dovrà ora valutare nuovamente la richiesta della cittadina. L’Assessorato Regionale dei Beni Culturali è stato condannato al pagamento di 4.000 euro per le spese di giudizio.





