Falciato e ucciso da gommone a Lampedusa, domani autopsia su Cristiano Giamporcaro
Il giovane è morto durante un'immersione, ucciso dalle eliche di un gommone sul quale viaggiava una coppia di turisti milanesi
Sarà eseguita domani l’autopsia sul cadavere di Cristiano Giamporcaro, 29 anni, il promettente regista palermitano morto durante un’immersione a Lampedusa, ucciso dalle eliche di un gommone sul quale viaggiava una coppia di turisti milanesi. A disporre l’esame autoptico è la Procura di Agrigento che ha aperto una inchiesta per omicidio nautico. L’esame verrà eseguito dal medico legale Alberto Alongi presso l’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.
Sono due gli indagati, si tratta della coppia di anziani proprietari del gommone che ha travolto il sub. Il gommone è stato sequestrato e si attendono degli esami anche sulla imbarcazione per ricostruire quanto è accaduto. Gli inquirenti ipotizzano che l’elica del gommone abbia tranciato un braccio alla vittima, che poi sarebbe morto per un pesante dissanguamento.
I genitori del giovane regista dopo essere arrivati sull’isola hanno accompagnato il feretro del figlio sulla nave per Porto Empedocle. “Cristiano era un’anima rispettosa della natura e delle persone. Quello che ci affligge è che questo stesso rispetto non c’è stato da parte di chi si stava divertendo. Questa situazione va affrontata perché il mare non è soltanto il lucro dei balneari, il divertimento di chi prende un gommone in affitto e chi lo guida senza neanche sapere usare un motorino. E non si può consentire che una persona che sta facendo un’attività rispettosa muoia così. Non è giusto. Ma in questo momento le cause ci interessano poco perché adesso stiamo vedendo solo gli effetti disastrosi”, ha detto la professoressa dell’università di Palermo ed ex vicesindaca di Caltanissetta, Marina Castiglione, madre del 29enne


