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Lampedusa, la visita del garante dei detenuti: “Sconcerto per condizioni Hotspot, sembra centro detenzione”

Il Garante nazionale dei detenuti e quello regionale siciliano hanno stretto un accordo per la realizzazione di un sistema di monitoraggio dei rimpatri forzati dei migranti. L’annuncio durante la conferenza stampa, a Palermo, dopo la visita del garante nazionale Mauro Palma all’hotspot di Lampedusa che però afferma: “Sia sul piano formale sia materiale abbiamo trovato […]

Pubblicato 8 anni fa

Il Garante nazionale dei detenuti e quello regionale siciliano hanno stretto un accordo per la realizzazione di un sistema di monitoraggio dei rimpatri forzati dei migranti. L’annuncio durante la conferenza stampa, a Palermo, dopo la visita del garante nazionale Mauro Palma all’hotspot di Lampedusa che però afferma: “Sia sul piano formale sia materiale abbiamo trovato la stessa situazione che abbiamo registrato un anno fa, e rispetto alla quale avevamo chiesto dei miglioramenti. Condizioni che suscitano un certo sconcerto: bagni alla turca senza le porte con tendine provvisorie, materassi su cui non ci siederebbe nessuno, e carenza di spazi”. 

Tra le criticita’ principali riscontrate, il sovraffollamento delle strutture: “Il problema e’ contenere i numeri – ha proseguito Palma – attualmente ci sono 194 letti che occupano la mensa. Abbiamo ottenuto l’impegno a ridurre le presenze, ma tutto cio’ avrebbe un altro valore se le persone stessero 24-48 ore, mentre ha un valore piu’ determinante data la lunga presenza all’interno dell’hotspot. Si parla di 12 giorni in media di permanenza, e sono tanti. Il giovane che si e’ suicidato il 5 gennaio, ad esempio, e’ arrivato a ottobre. Da qui emerge il problema formale: che cosa e’ questa struttura a Lampedusa? E’ una struttura detentiva? Il punto materiale e’ quello delle condizioni, il punto sostanziale e’ la natura giuridica di questo luogo. In un hotspot effettivo una volta identificato devi avere la possibilita’ di uscire”. Palma, infine, ha sottolineato la “dedizione e professionalita’ di chi lavora in questi luoghi”. “Ieri pomeriggio abbiamo voluto fare una riunione con tutti i soggetti coinvolti – ha aggiunto – Tutti hanno apprezzato l’incontro ma hanno anche rivelato che era la prima volta che accadeva. Cio’ mi lascia perplesso, dobbiamo affrontare queste problematiche con un sistema coeso. Ancora si affronta la questione come di un’emergenza improvvisa, mentre ormai siamo a regime, in una situazione strutturata”.”Il contesto della visita e’ stato abbastanza complesso. L’altro ieri abbiamo monitorato un rimpatrio all’aeroporto di Palermo. I rimpatri per la Tunisia sono due volte a settimana e abbiamo monitorato la procedura di rimpatrio di un gruppo di 34 tunisini, che erano a Lampedusa, verso Hammamet. Erano tutti fascettati e su questo noi abbiamo una serie di perplessita’. Quando le misure di tipo coercitivo vengono applicate per routine e non sulla base della valutazione delle singoli situazioni e delle singole persone e’ un problema che ci lascia perplessi”.

“Non voglio alimentare polemiche, ma in poche ore di permanenza a Lampedusa non credo che Palma, abbia avuto il tempo di psicanalizzare tutti, compreso il sindaco, per arrivare a stabilire chi e’ ‘calmo’ e chi non lo e’”. Lo dice Toto’ Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa, a proposito delle dichiarazioni del Garante nazionale dei detenuti Mauro Palma dopo la visita all’Hotspot di Lampedusa. “Detto questo – aggiunge – le parole di Palma sul Centro di accoglienza confermano quello che sostengo da tempo: la struttura e’ inadeguata, i migranti che dovrebbero sostare per 48 ore, nella maggior parte dei casi sono abbandonati a se stessi a tempo indeterminato e questo determina conseguenze sulla popolazione e sulla vivibilita’ della nostra isola. Ogni volta che lo dico qualcuno strumentalizza le mie parole fingendo di non capire che chiedo solo che i diritti di tutti, dei migranti come dei lampedusani, vengano garantiti e rispettati”. “Lo ribadisco per l’ennesima volta – conclude Martello – l’amministrazione comunale non fara’ alcun passo indietro sul fronte dell’accoglienza, ma e’ indispensabile la massima collaborazione da parte del governo nazionale e delle istituzioni”.

A spiegare i dettagli del progetto, uno dei primi in Italia, il garante regionale Giovanni Fiandaca: “L’accordo di collaborazione – ha detto – prevede due punti principali. Per un verso un’attivita’ di formazione tecnica sotto forma di formazione e seminari per il personale del mio ufficio. La formazione, piu’ che gli aspetti relativi alla tutela dei fondamentali diritti dei migranti che subiscono restrizioni della liberta’ personale, riguarda le prassi garantistiche da seguire durante i rimpatri forzati. Inoltre l’accordo prevede che il Garante nazionale, per ragioni di urgenza o di vicinanza territoriale, puo’ delegare al Garante regionale l’attivita’ di vigilanza sui rimpatri”.

“Un modello che spero di estendere alle altre regioni”, ha auspicato Palma

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