Sicilia

Sicilia: Crocetta, rimpasto? No, io penso ai poveri

“Non ho alcuna resa dei conti da fare, non appartiene alla mia cultura e al mio modo di fare politica. Io penso all’unita’, a lavorare e non alle polemiche”. Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. “Il no, e’ un grido di allarme che viene dalle fasce piu’ deboli della […]

Pubblicato 9 anni fa

“Non ho alcuna resa dei conti da fare, non appartiene alla mia cultura e al mio modo di fare politica. Io penso all’unita’, a lavorare e non alle polemiche”. Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. “Il no, e’ un grido di allarme che viene dalle fasce piu’ deboli della popolazione. Nonostante la ripresa del Pil e il lieve incremento dell’occupazione, paghiamo ancora il prezzo della crisi degli anni passati – sostiene Crocetta – Occorre intervenire rapidamente, trovo veramente irresponsabile che invece di chiedere di fare di piu’ nell’economia e nella solidarieta’, si pensi ad esasperare conflitti. Ci sono alcune questioni da affrontare immediatamente: lo sblocco dei cantieri attraverso la riforma dell’Urega che e’ gia’ all’Ars; l’avvio immediato dei cantieri del Patto per la Sicilia, bandi europei e misure straordinarie di reddito di inclusione sociale, per i senza lavoro, i giovani, i disoccupati. Non mi interessa la politica politicante, mi interessa che facciamo queste cose. Perche’ la Sicilia ce la puo’ fare e ce la deve fare”. “Se poi – continua il presidente – c’e’ qualcuno che e’ convinto di avere il monopolio dei no, sappia che all’interno di quei no ci sono tanti elettori democratici, anche elettori di Renzi, di Crocetta e di altri esponenti. Rispetto a un quesito referendario, gli elettori hanno espresso liberamente la propria opinione. Tale voto va rispettato, ma questo non c’entra affatto con le votazioni di tipo politico la cui scelta avviene, non sulla base di un singolo quesito, ma su un’idea di governo. Pensiamo a lavorare invece di fare polemica”. E conclude: “Il no ha vinto, e’ stato un voto di difesa della Costituzione. Non ho assunto toni catastrofisti nel corso della campagna referendaria ne’ l’ho collegata in nessun modo a ipotesi di governo. Non si capirebbe perche’ dovrei farlo dopo il voto. Con Baccei stiamo discutendo e devo confermare che l’assessore e’ convinto, come me, che dopo il risultato che abbiamo raggiunto sulle nuove entrate, siamo in condizioni di fare una finanziaria che metta al centro la lotta contro le poverta’, la difesa dei lavoratori e lo sviluppo”.

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