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Torna l’ora legale, le lancette degli orologi si sposteranno un’ora in avanti

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, alle 02:00, gli orologi scatteranno alle 03:00

Pubblicato 2 ore fa

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, alle 02:00, gli orologi scatteranno alle 03:00. Un’ora di sonno in meno, pomeriggi e serate più luminose fino a ottobre prossimo, precisamente fino a domenica 25 ottobre 2026, momento in cui si ripristinerà l’ora solare spostando indietro le lancette degli orologi dalle 3 alle 2 di notte.

Il cambio ora legale ora solare è ormai automatico sulla maggior parte dei dispositivi elettronici come smartphone, smartwatch, tablet e computer. Il cambio di orario primaverile sposta il nostro orologio biologico di un’ora. Gli effetti negativi, documentati dalla letteratura scientifica, sono reali ma in genere transitori: qualche giorno di sonnolenza, un lieve calo di concentrazione. La American Academy of Sleep Medicine segnala anche un aumento a breve termine del rischio di incidenti stradali e disturbi cardiovascolari nelle giornate immediatamente successive. Chi soffre di più sono bambini, adolescenti, lavoratori con turni mattutini e chi ha già problemi di sonno.

Negli ultimi anni il dibattito su una possibile abolizione del cambio tra ora legale e ora solare nell’Unione Europea è stato molto acceso. Nel 2018 la Commissione Europea ha presentato una proposta per porre fine ai cambi semestrali dell’ora nei vari Stati membri; lo ha fatto dopo aver condotto un sondaggio in cui l’84%** dei partecipanti si è espresso a favore dell’abolizione del cambio d’ora. L’idea alla base era quella di ridurre i disagi legati al passaggio tra i due sistemi e stabilire un’ora uniforme per tutto l’anno, che possa migliorare la qualità del sonno e la produttività. Nel 2019 così il Parlamento Europeo decideva che il cambio dell’ora sarebbe stato abolito dopo il 2021; a partire dal 2022 ogni Stato membro avrebbe scelto se mantenere tutto l’anno l’ora legale o quella solare. Ma lo scoppio della pandemia nel 2020 e della guerra poi ha posto altre priorità obbligando i vari paesi a rimandare la questione. Ma il dibattitto resta sul tavolo e provoca diverse divisioni interne: i Paesi del sud come, per esempio, l’Italia o la Spagna, dove l’adozione dell’ora legale allunga effettivamente le giornate, sono più propensi ad un’abolizione, mentre quelli del Nord, come la Svezia o la Finlandia, dove le giornate sono più estese, non sono dello stesso parere, l’ora in più infatti non produrrebbe alcun beneficio.

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